Vedi alla voce mission. La lista delle finalità e degli obiettivi che una persona giuridica si dà in applicazione dei valori riconosciuti dai soci. Ecco, se la mettiamo sul piano della mission le due avventure calcistiche provate la scorsa estate da CereaBanca 1897 erano quantomeno disallineate rispetto ai valori e ai principi societari. Che sono quelli di una piccola cassa di credito cooperativo ben radicata nella frazione di territorio veronese che si trova intorno al comune di Cerea, circa 20 mila abitanti. Ma perché una banca di queste dimensioni si impegna a finanziare i nuovi soci di due società di Serie C come Carpi e Livorno?

È un interrogativo cui da mesi cercano di dare risposta in parecchi. Compresi i tifosi delle due squadre, che un sano grado di diffidenza lo hanno tenuto fin dall'avvio delle due operazioni. E adesso hanno la certezza che a pensar male non facevano peccato. Purtroppo il solo che potrebbe dare risposta preferisce non parlare. Si tratta dell'ex presidente del Consiglio d'amministrazione di CereaBanca, Luca Paolo Mastena, regista delle due operazioni e piazzato in prima linea quando si è trattato di presentarle in pubblico. Mastena preferisce non parlare. Alla richiesta di contatto avanzata da Domani risponde per sms dicendo che su questa storia non c'è nulla da dire. Spiace fare a meno della sua versione dei fatti. Tanto più che nei suoi giorni migliori, quelli in cui pareva avesse aperto una nuova strada al rapporto tra finanza e calcio, non aveva remore a essere ospite degli studi televisivi di SportItalia, intervistato dal direttore Michele Criscitiello. Altri tempi.

Giorno dei morti 

Mastena non è più presidente di CereaBanca dal 2 novembre 2020. Nel Giorno dei Morti l'ex presidente e buona parte del consiglio d'amministrazione vengono rimossi dall'incarico. La decisione è presa dal consiglio di amministrazione di Iccrea, l'Istituto Centrale di Credito Cooperativo a capo di 132 soggetti bancari, in esecuzione di una sua prerogativa in quanto soggetto di controllo e coordinamento. Come si legge nel comunicato emesso l'indomani da Iccrea, la decisione si rende necessaria “al fine di ripristinare una coerente esecuzione delle direttive della Capogruppo, restituendo CereaBanca 1897 alla sua tradizionale missione di Banca del territorio”.

Fuori dal linguaggio prudente richiesto in casi del genere, significa che a Mastena sono state fatali le due avventure calcistiche, per di più condotte lontano dal territorio? Un'autorevole fonte interna della banca, che preferisce mantenere l'anonimato, afferma che di sicuro i dossier di Carpi e Livorno hanno avuto un peso determinante. Non si sbilancia oltre né sui due casi né sulla figura dell’ex presidente. L'impressione è che tanto Iccrea quanto CereaBanca vogliano mettersi alle spalle prima possibile questa parentesi, intanto che cercano di rientrare dal credito concesso ai nuovi investitori delle due società. Missione in parte già compiuta. Ma a quanto ammonta la somma impegnata da CereaBanca? E attraverso quale formula è stata erogata?

La piccola Atalanta

In termini formali il meccanismo azionato da Mastena è quello del finanziamento erogato ai nuovi investitori delle due società, che dunque comprano le quote grazie ai denari della banca veronese. Operazione che di per sé appare eterodossa non soltanto perché non conforme alla mission, ma anche perché finanziare oggi i soci di un club della Serie C italiana significa intestarsi una scommessa per amanti del rischio. Ma fin qui, tecnicamente, siamo entro i confini di ordinarie operazioni di finanziamento. Esse vengono condotte tra fine agosto e primi di settembre 2020. Dapprima tocca al Carpi, dove il presidente e proprietario Stefano Bonacini lascia dopo 11 anni.

Come riferisce la stampa locale in quei giorni, a rimpiazzarlo è una composita cordata interamente finanziata da CereaBanca, che avrebbe sborsato 1 milione di euro per il passaggio di quote, oltre a garantire i 350 mila euro di fidejussione necessari per iscrivere la squadra al campionato di C.

Pochi giorni dopo la scena si replica a Livorno. Il presidente e proprietario Spinelli esce di scena e conserva un 10%, un altro 21% è dell'imprenditore ciociaro Rosettano Navarra, che assume la presidenza del club. Il restante 69% è sotto il controllo dei soci finanziati da Cerea: la Lucentissima di Mauro Ferretti, ex presidente dell'Arezzo, la TKM di Silvio Aimo, ex dirigente dell’Asti, e la piemontese Sicrea Costruzioni. Si parla di un altro milione di euro per il finaziamento, ma in questo caso i riferimenti son più vaghi. Nei giorni in cui l'operazione prende corpo, Mastena assicura che il Livorno diventerà “una piccola Atalanta”. Ma quando a ottobre c'è da pagare gli F24 si scopre che i soci non hanno denaro a sufficienza per coprire le spese.

Lamanna dal cielo

Da quel momento a Livorno è il caos societario, con soci che fuggono e altri che arrivano senza che la situazione cambi. La tifoseria è calda di suo, figurarsi in condizioni del genere. Il 3 dicembre un gruppo di sostenitori entra nella sede sociale sperando di avere un confronto con soci e dirigenti espressi dalla proprietà . Hanno trovato soltanto un dirigente locale. Nominare CereaBanca, da quelle parti, non è consigliato. E adesso si è anche arrivati alle strette: se entro il 16 dicembre non verranno versati 500 mila euro tra stipendi e contributi, la società verrà esclusa dal campionato. Nel frattempo, venerdì 4 dicembre i calciatori della squadra amaranto si sono visti negare l'accesso al ristorante del Centro Coni di Tirrenia perché la società non ha saldato il conto dei pasti.

Invece a Carpi si è intervenuti in tempo. A ottobre c’è stato un nuovo rimescolamento societario che, fra le altre conseguenze ha portato alla cacciata del management sportivo. Che era costituito da Elio Signorelli, ex direttore sportivo del Livorno sotto la proprietà di Spinelli, e Roberto Lamanna. Quest'ultimo è passato alla storia del calcio per il periodo in cui era patron del Cuneo, Serie C. Per inadempienze amministrative, nel 2018-19, il Cuneo di Lamanna subì 21 punti di penalizzazione e poi venne dichiarato fallito. Signorelli e Lamanna erano dati a Carpi come rappresentanti di CereaBanca, di cui in particolare il secondo era presentato come consulente. Dunque non era soltanto un'operazione di finanziamento. C'era in ballo anche la gestione sportiva. Che tipo di partita voleva giocare Mastena? Forse non lo sapremo mai.

© Riproduzione riservata