Blog mafie

Il Blog Mafie si prende una pausa per rinnovarsi. Nel frattempo vi invitiamo a riscoprire quasi sei anni del nostro archivio con documenti giudiziari, interventi di esperti e testimonianze. Ci rivediamo presto.
Domani

Guerre, segreti e verità dietro la “Trattativa”

La sentenza d’appello sulla Trattativa, pur assolvendo gli ufficiali del Ros dall’accusa per la quale erano imputati, affronta in diversi passaggi la questione del dossier Mafia e Appalti e non usa parole tenere quando ricostruisce il loro modo di lavorare su quel rapporto: «Un discutibile modo di operare del gruppo di ufficiali che si strinsero sotto il comando del generale Subranni e dell’allora Col. Mori»

Guerre, segreti e verità dietro la “Trattativa”
Guerre, segreti e verità dietro la “Trattativa”
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Il mistero di “Mafia e appalti”

Ci sono vicende che tornano sempre, che non finiscono mai. S'inseguono e s'intrecciano dopo decenni, s'incontrano e si scontrano nelle aule dei tribunali, si ripropongono ossessivamente nelle cronache e nei libri. Mafia e Appalti è una di queste vicende...

Il mistero di “Mafia e appalti”
Il mistero di “Mafia e appalti”
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Cosa Nostra, la guerra allo Stato e le bombe in Continente

Se la mafia ha scelto il linguaggio delle bombe per confrontarsi con lo Stato, allora il punto non è solo chi ha colpito, ma chi ha ascoltato. Forse per questo vale la pena tornare a riscoprire quelle carte, lontane dalle polemiche interessate e dalle narrazioni che oggi si sovrappongono. Carte scritte prima delle semplificazioni, prima delle letture piegate alle convenienze politiche del presente. Carte che tengono insieme il biennio ’92-’93 senza forzature...

Cosa Nostra, la guerra allo Stato e le bombe in Continente
Cosa Nostra, la guerra allo Stato e le bombe in Continente
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La mafia della convivenza silenziosa

È utile ricordare quello che si scriveva dieci anni fa, di quelle mafie che convenivano e non venivano combattute, che non scandalizzavano. Che parlavano linguaggio del profitto e non quello degli esplosivi. Ma qualcuno ha dato ascolto agli allarmi lanciati?

La mafia della convivenza silenziosa
La mafia della convivenza silenziosa
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Totò l’immortale

Così la Sicilia è rimasta prigioniera tre decenni e passa dopo le stragi con una sola grande famiglia politica che resiste dai giorni della rovente estate dl 1992. È immortale. Il personaggio che, più di altri, incarna questo strapotere è l'ex governatore della Sicilia Totò Cuffaro

Totò l’immortale
Totò l’immortale
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Le bombe dei fascisti

Qualcuno l’ha chiamata l’inizio della strategia della tensione. Qualcun altro l’ha descritta come la fine dell’innocenza di una democrazia appena nata. La bomba che il 12 dicembre 1969 sventra la Banca dell’Agricoltura a Milano è anche molto altro

Le bombe dei fascisti
Le bombe dei fascisti
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Gladio e gli altri misteri della Repubblica

L'esistenza di Gladio fu rivelata trentacinque anni fa, a fine ottobre 1990, dal presidente del Consiglio Giulio Andreotti, nel pieno dei lavori della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle stragi presieduta da Libero Gualtieri. E, allora come oggi, rimangono poche certezze e molte ombre. Armi occultate, basi dislocate in mezza Italia, uomini scelti e istruiti per agire in silenzio

Gladio e gli altri misteri della Repubblica
Gladio e gli altri misteri della Repubblica
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Lo «stupidiario» mafioso, gli errori e gli orrori dei boss di Cosa Nostra

Ecco un sottobosco di boss illetterati e patetici padrini con le loro peregrine citazioni pullulanti di «prove scaccianti», persone minacciate dalla «spada di Damacca» e che a collaborare non hanno mai avuto il minimo «tintinnamento». Protagonista della nuova serie del Blog è il linguaggio dei mafiosi, così com’è, pieno di strafalcioni, ridicolo

Lo «stupidiario» mafioso, gli errori e gli orrori dei boss di Cosa Nostra
Lo «stupidiario» mafioso, gli errori e gli orrori dei boss di Cosa Nostra
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I “Sistemi Criminali”

 

Dietro la strategia del terrore, forse un progetto più grande: un’alleanza tra Cosa Nostra, pezzi di massoneria deviata, destra eversiva e altri soggetti ignoti per destabilizzare lo Stato, ridisegnare la mappa politica dell’Italia

I “Sistemi Criminali”
I “Sistemi Criminali”
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Il grande intrigo sulla morte di Paolo Borsellino

Anno dopo anno, mezze verità e nuovi indizi danno seguito a nuove ipotesi che rimangono però solo suggestioni. E intanto a trentatré anni di distanza, rimane la puzza non di un solo depistaggio ma di tanti altri. Una depistaggio che non finisce mai

Il grande intrigo sulla morte di Paolo Borsellino
Il grande intrigo sulla morte di Paolo Borsellino
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I patti indicibili tra sbirri e padreterni

Le bombe del ’92, i misteri intorno a Falcone e Borsellino, i falsi pentiti, uomini dei servizi che vanno e vengono. La trattativa Stato-mafia, che non è un episodio ma un metodo

I patti indicibili tra sbirri e padreterni
I patti indicibili tra sbirri e padreterni
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La grande inchiesta di Giovanni Falcone

Falcone non incrocia solo la mafia: si addentra nelle viscere del potere. Scopre che dietro il nome di Joseph Bonamico, si nasconde Michele Sindona, il finanziere “salvatore della lira”. Un falso sequestro. Un nome che puzza di massoneria e di giochi pericolosi, pericolosissimi

La grande inchiesta di Giovanni Falcone
La grande inchiesta di Giovanni Falcone
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Peppino Impastato, un delitto quasi “perfetto”

Lo uccidono nella sua Cinisi, nella notte fra l'8 e il 9 maggio del 1978, qualche ora prima del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro in via Caetani a Roma. Il suo cadavere lungo la linea ferroviaria, inscenando (malamente) un attentato dinamitardo. Non era un terrorista rosso Peppino Impastato come volevano far credere, era un ragazzo, un giornalista, un militante assassinato dalla mafia...

Peppino Impastato, un delitto quasi “perfetto”
Peppino Impastato, un delitto quasi “perfetto”
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Quando la mafia era ancora mafia

Prima, nell'aprile del 2006, catturano Bernardo Provenzano, latitante per oltre quarant'anni. Poi, appena due mesi dopo, altri cinquantadue boss vengono arrestati e si cancellano i mandamenti mafiosi di Pagliarelli, Uditore e San Lorenzo. É l'operazione poliziesca “Gotha”, migliaia di intercettazioni che offrono uno spaccato straordinario della Cosa Nostra siciliana prima del suo declino militare

Quando la mafia era ancora mafia
Quando la mafia era ancora mafia
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I Siciliani di Pippo Fava, le inchieste coraggiose in una Catania cupa

 

Da oggi e per una ventina di giorni, sul Blog Mafie pubblichiamo le inchieste de “I Siciliani”, ringraziando la Fondazione Fava che ci ha concesso la divulgazione

I Siciliani di Pippo Fava, le inchieste coraggiose in una Catania cupa
I Siciliani di Pippo Fava, le inchieste coraggiose in una Catania cupa
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Rocco Chinnici e “L’illegalità protetta”

Accanto a sé aveva Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Così sono iniziate le prima investigazioni negli istituti di credito siciliano, così è cominciata l'inchiesta sui capi della mafia palermitana - i Bontate, i Di Maggio, gli Inzerillo e i Gambino - che poi sfocerà nel famoso maxi processo

Rocco Chinnici e “L’illegalità protetta”
Rocco Chinnici e “L’illegalità protetta”
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Il giudice Cesare Terranova e la mafia di Palermo

Da oggi e per circa un mese sul Blog Mafie pubblichiamo proprio l'ordinanza di rinvio a giudizio “Torretta+120”, che ricostruisce dinamiche e omicidi della mafia di Palermo, con tanti protagonisti e tantissimi complici. E poi la strage di Ciaculli, una “Giulietta“ che salta in aria nella borgata e sette fra carabinieri e artificieri dell'Esercito e poliziotti che muoiono...

Il giudice Cesare Terranova e la mafia di Palermo
Il giudice Cesare Terranova e la mafia di Palermo
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Mandanti e complici della strage di Bologna

Licio Gelli (gran maestro venerabile della Loggia P2) , Umberto Ortolani (faccendiere), Federico Umberto D’Amato (direttore dell'Ufficio Affari riservati del ministero dell’Interno dal ’71 al ’74) e Mario Tedeschi (giornalista). Erano loro a coordinare quei soggetti dell'eversione nera, tutti uniti appassionatamente dal comune desidero di destabilizzare la nostra democrazia, di prendere il potere

Mandanti e complici della strage di Bologna
Mandanti e complici della strage di Bologna
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Le avventure politiche (e un po' mafiose) di Tonino D'Alì

Da oggi sul nostro Blog Mafie pubblichiamo ampi stralci di queste pagine giudiziarie che raccontano D'Alì e la sua “totale e multiforme” disponibilità offerta ai boss di Cosa Nostra e i legami molto antichi con la famiglia Messina Denaro. Francesco, il padre di Matteo, era campiere nei terreni di D'Alì, in contrada Zangara, poi venduti – su mandato di Matteo – a un prestanome di Totò Riina

Le avventure politiche (e un po' mafiose) di Tonino D'Alì
Le avventure politiche (e un po' mafiose) di Tonino D'Alì
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La "confessione” di Matteo Messina Denaro, le prime parole dopo trent'anni

Da oggi e per una quindicina di giorni pubblichiamo sul Blog Mafie quello che il boss di Cosa Nostra ha voluto dire ai magistrati della procura della repubblica di Palermo. È poco ed è tanto insieme, purtroppo però è qualcosa che non ci aiuta a capire il mistero della sua lunghissima latitanza e il mistero di una cattura troppo perfetta

La \"confessione” di Matteo Messina Denaro, le prime parole dopo trent'anni
La \"confessione” di Matteo Messina Denaro, le prime parole dopo trent'anni
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Giulio Andreotti e “il processo del secolo”

L'hanno definito il “processo del secolo”. Da una parte lui, Giulio Andreotti, sette volte Presidente del Consiglio e ventuno volte ministro della Repubblica, il politico democristiano più chiacchierato, il suo nome tirato in ballo nelle più gravi e oscure vicende italiane ma senza mai una condanna. E dall'altro i procuratori di Palermo

Giulio Andreotti e “il processo del secolo”
Giulio Andreotti e “il processo del secolo”
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Michele Sindona, un potente fra i potenti

Lo condannano all'ergastolo il 18 marzo del 1986. Quattro giorni dopo è morto, avvelenato dal cianuro ingerito con il caffè nel supercarcere di Voghera. E con questo tragico epilogo mai chiarito del tutto – omicidio o suicidio – si chiude l'epopea di Michele Sindona, prima banchiere amico dei potenti e poi bancarottiere fraudolento amico dei mafiosi...

Michele Sindona, un potente fra i potenti
Michele Sindona, un potente fra i potenti
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Ecco come Pippo Fava immaginava il futuro della sua Catania

Immaginate Catania fra dieci anni, che immensa città sarà Catania! Probabilmente la sua faccia sarà ancora più sporca, più insultante, e nelle sue strade si ruberanno cento automobili al giorno. Ma sarà l’unica vera metropoli del Sud

Ecco come Pippo Fava immaginava il futuro della sua Catania
Ecco come Pippo Fava immaginava il futuro della sua Catania
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Il processo a Calogero Montante, l’ex meccanico con il vizietto di spiare

Colpevole lui e soltanto lui, tutti i suoi complici già “graziati” o prossimamente fuori da un processo che non è mai veramente decollato. Alla fine pagherà il conto solo il personaggio che sembrava al vertice di un “sistema” ma che in realtà era un burattino, una marionetta agitata da qualcun altro...

Il processo a Calogero Montante, l’ex meccanico con il vizietto di spiare
Il processo a Calogero Montante, l’ex meccanico con il vizietto di spiare
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Marcello Dell’Utri, un amico degli amici

È stato uno dei processi più complicati e discussi della recente storia giudiziaria italiana. Con un imputato eccellente, anzi eccellentissimo, Marcello Dell'Utri, già senatore e tra i fondatori di Forza Italia, il partito “nuovo” di Silvio Berlusconi che nel 1994 dopo il crollo della Prima Repubblica ha stravinto le elezioni

Marcello Dell’Utri, un amico degli amici
Marcello Dell’Utri, un amico degli amici
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Tina Anselmi e la Commissione d’inchiesta sulla P2

Lo scandalo fa tremare l'Italia. Una lista di 962 nomi, vertici delle forze armate e alti magistrati, grandi editori e ministri della Repubblica, attori e imprenditori, giornalisti famosi, la crema della finanza e della burocrazia, questori, prefetti, generali dei carabinieri e ammiragli. Tutti iscritti a una loggia segreta che aveva in mano lo stato italiano

Tina Anselmi e la Commissione d’inchiesta sulla P2
Tina Anselmi e la Commissione d’inchiesta sulla P2
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C’era una volta il pool antimafia, Leonardo Guarnotta e una vita nel bunker

Qui si racconta non soltanto cosa è stato per l’Italia il pool antimafia di Palermo, ma fra le pagine viene svelato anche un backstage denso di sentimenti e di emozioni. Un “dietro le quinte” fatto di piccoli gesti, di parole, di paure. E di riti. Come la solita frase con la quale Falcone lo salutava la sera a fine lavoro

C’era una volta il pool antimafia, Leonardo Guarnotta e una vita nel bunker
C’era una volta il pool antimafia, Leonardo Guarnotta e una vita nel bunker
Domani

Il “rapporto dei 161”, l’origine del maxi processo a Cosa nostra

Il rapporto dei 161 è la prima pietra di quello che diventerà poi il maxi processo a Cosa nostra. È così - nell'estate del 1982 - che è partita la risposta poliziesca-giudiziaria allo strapotere mafioso

Il “rapporto dei 161”, l’origine del maxi processo a Cosa nostra
Il “rapporto dei 161”, l’origine del maxi processo a Cosa nostra
Sangue e misteri

Mafia e logge occulte, l’indagine della Commissione parlamentare antimafia

Si sa tutto e si sa niente su quei poteri che s'incontrano fra delitti eccellenti e stragi. Cosa nostra, 'ndrangheta, massoneria segreta, uomini d'onore, terroristi neri e “liberi muratori”. Folclore e mistero, il grottesco che si mischia con il sangue

Mafia e logge occulte, l’indagine della Commissione parlamentare antimafia
Mafia e logge occulte, l’indagine della Commissione parlamentare antimafia