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Salvini contro Ranucci: "Via da Report finché non si è fatta chiarezza"

Dopo l’arresto di Valter Lavitola, ritenuto dagli inquirenti il mandante dell’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, il caso si sposta anche sul terreno politico. Mercoledì l’ex editore comparirà davanti al gip di Rebibbia per l’interrogatorio di garanzia, ma intanto ad alzare i toni è il vicepremier Matteo Salvini.

«Fino a che non sarà fatta chiarezza sui rapporti tra Ranucci e Lavitola, il denaro pubblico degli italiani non deve più andare a finanziare qualcuno che è coinvolto in questa triste vicenda», afferma il ministro, intervenendo sul futuro del conduttore di Report. Ranucci replica sui social: «Salvini ha chiesto alla Rai la mia sospensione».

Secondo la ricostruzione della Procura, Ranucci sarebbe stato all’oscuro del piano: Lavitola avrebbe organizzato l’attentato per accrescerne la popolarità e favorirne una possibile discesa in politica. La difesa del giornalista lo definisce «tre volte vittima»: dell’attentato, del presunto tradimento di un amico e di una campagna di «linciaggio mediatico e politico». Le indagini proseguono sui dispositivi sequestrati a Lavitola e sul ruolo di Gomes Tavares, indicato come intermediario con il gruppo che avrebbe piazzato l’ordigno.

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