Dopo l’esposto del cardinale condannato oltretevere, la procura capitolina aveva iscritto la lobbista ipotizzando il reato di rivelazione di segreto. Ora chiede l’archiviazione, anche sulla base del testimone Perlasca. Mentre per «i rapporti tra Ciferri e Chaouqui, le condotte vanno qualificate all’interno dell’ipotesi di truffa, procedibile a querela di parte che nel caso è mancante», scrivono da piazzale Clodio
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