Il primo maggio del 1986 un eterogeneo gruppo di punk, comunisti, anarchici, femministe, rompeva il lucchetto della struttura militare di Roma per trasformarlo in un centro sociale. Nessun collettivo politico, ma solo un gruppo di soggettività che si ritrovano intorno al concetto di autogestione. Musica come bene comune, autoproduzione, utilizzo critico delle tecnologie, ambientalismo e transfemminismi sono i temi che lo attraversano da sempre. La cultura scelta come arma di contestazione lo hanno reso l’anima creativa del movimento
Opinioni
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