La sentenza arriva a conclusione di una vicenda giudiziaria iniziata nel 2018, quando la Commissione europea aveva inflitto una sanzione di 4,34 miliardi di euro, che il Tribunale generale ha poi ridotto a 4,1 miliardi. «Non è soltanto una vicenda antitrust, ma un segnale più profondo sul rapporto tra potere tecnologico, mercato e democrazia», spiega Oreste Pollicino, professore di regolamentazione dell’AI all’Università Bocconi di Milano
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