Sulla carrozzina, la 19enne scrive di dolore, solitudine e discriminazioni. Canta con l’Ia «perché la mia voce naturale è solo un soffio». Un carillon punk che mette in moto un racconto
«Non parlo, ma ho molte cose da dire» è lo slogan di Francesca Giannetti, 19 anni da Roma, in arte Sadia. «Sono una persona disabile e non binaria». Sulla sua carrozzina in abito nero, borchie ai polsi e respiratore al collo, smanetta con il pc per comporre un nuovo pezzo e creare con l’intelligenza artificiale la sua voce. Sadia è un carillon punk, un dispositivo umano che mette in moto un racconto inedito e ribelle su come prendere la parola anche quando non si ha voce nel corpo e nella societ


