È morto Guglielmo Epifani, ex segretario della Cgil e segretario del Pd: «Con orgoglio sono stato il primo socialista a guidare la Cgil dai tempi della sua ricostituzione nel 1944» scrive nella sua biografia sul suo sito personale. Epifani, dopo essere stato a capo della Cgil tra il 2002 e il 2010, ha proseguito la sua carriera politica, venendo eletto nel 2013 a capo del Pd: «In quei mesi abbiamo affrontato molte elezioni amministrative vincendole tutte, preparata l’adesione al Partito Socialista Europeo, riportato in alto i sondaggi e favorito un clima di rispetto reciproco dentro il partito».

Da ultimo è tornato in Parlamento come deputato di Liberi e Uguali in quota Articolo 1-Mdp. A Montecitorio ha continuato a seguire i temi dell’industria in Commissione Attività Produttive.

Dalla Cgil ricordano:«Nei suoi vari ruoli, lui ha passato più anni di tutti in segreteria». L’attuale segretario della Cgil, Maurizio Landini, ha scritto su Twitter: «La scomparsa di Guglielmo Epifani è una grande mancanza, ha speso una vita per il sindacato».

Pier Luigi Bersani, deputato con cui ha avviato l’ultima avventura politica, lo ha ricordato così: «L’eleganza non è quel che indossi, è quel che sei. Anche nel confronto aspro e nella battaglia dura tenere la misura e perfino la gentilezza e la cordialità. Stare sempre al merito del problema senza mai una sfumatura di demagogia. Questo era Guglielmo Epifani. Ci mancherà».

 

Tra sindacato e Parlamento

Nato a Roma il 24 marzo del 1950,  la sua famiglia si è trasferita a Milano per poi tornare a Roma, nel quartiere Talenti, dove ha frequentato il liceo classico Orazio. Nel 1973 si è laureato all’Università La Sapienza di Roma in filosofia con una tesi su Anna Kuliscioff – esponente del partito socialista italiano - e successivamente si è iscritto alla Cgil, dove ha cominciato lavorare come sindacalista.

Nel 1979 ha preso il via la sua lunga carriera di dirigente sindacale con l’incarico di segretario generale aggiunto della categoria dei lavoratori poligrafici e cartai. Come ricorda lui stesso, iscritto prima al Partito Socialista Italiano e, dopo la fine del Psi, al partito dei Democratici di Sinistra, fu vice di Sergio Cofferati dal 1994 al 2002, è divenuto così segretario Generale della Cgil «la più importante organizzazione sindacale italiana». A lui nel 2010 è succeduta alla guida della Cgil Susanna Camusso, la prima donna a ricoprire questo incarico.

Dopo la carriera nel sindacato, Epifani ha deciso di impegnarsi in parlamento. Alle elezioni politiche italiane del 2013 è stato eletto alla Camera dei Deputati come capolista della lista Pd nella circoscrizione Campania I.

Tra maggio e dicembre 2013 ha assunto il ruolo di segretario del Partito Democratico, in un fase di transizione tra la segreteria di Bersani e quella di Renzi: «In quei mesi abbiamo affrontato molte elezioni amministrative vincendole tutte, preparata l’adesione al Partito Socialista Europeo, riportato in alto i sondaggi e favorito un clima di rispetto reciproco dentro il partito» scrive. L'assemblea del Pd lo elesse con 458 voti, pari all'85,8 per cento dei voti validi.

Il 25 febbraio 2017 ha deciso di prendere parte alla scissione dell'ala sinistra del Partito Democratico, aderendo ad Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista: «Dopo l’involuzione del Partito Democratico con le sue politiche in tema di lavoro, scuola, riforma elettorale e Costituzionale – scrive -, ho deciso con tanti altri di lasciare il Pd e di dare vita ad Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista e poi alla lista Liberi e Uguali con Pietro Grasso». Quindi nel 2018 è stato rieletto come capolista nei collegi plurinominali della Circoscrizione Sicilia 2 e fino all’ultimo ha continuato a lavorare in parlamento.

Il ministro Roberto Speranza, segretario di Articolo 1- Mdp, ha scritto: «Una vita intera a difesa del lavoro come diritto fondamentale di ogni individuo. La tua lezione sarà sempre viva in chi crede nelle Democrazia e nella Costituzione. Ciao Gugliemo, grazie di tutto».

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