Oggi il conflitto supera le tre settimane di durata. Lo stallo continua. 

Cosa c’è da sapere:

  • Secondo il ministero della Difesa russo, sono in corso combattimenti nel centro di Mariupol, la città nell’est dell’Ucraina assediata già da giorni. Nelle prime ore del mattino, si sono udite tre forti esplosioni nella zona dell'aeroporto civile di Leopoli subito dopo che avevano suonato le sirene d'allarme.
  • Durante la notte, le forze russe hanno continuato i bombardamenti sulla provincia Ucraina di Luhansk controllata dalle truppe di Kiev, nel tentativo di avanzare verso la località di Rubizhne.
  • Oggi alle 14 è in programma una telefonata tra il presidente americano Joe Biden e il collega cinese Xi Jinping. Secondo l’intelligence americana, il rischio che Vladimir Putin decida di ricorrere alla soluzione nucleare si fa più probabile quanto più si trascina il conflitto. 
  • Secondo le autorità ucraine, dall’inizio del conflitto sono stati uccisi 109 bambini, mentre ne sono stati feriti oltre 130. 

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19.06 – Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «Ho parlato con Zelensky di come stiamo aumentando collettivamente il nostro sostegno all'Ucraina e discusso di elementi concreti nei negoziati in corso tra Ucraina e Russia», ha scritto Michel su Twitter.

Michel ha annunciato il «sostegno per la creazione di un Fondo di Solidarietà per l'Ucraina per contribuire a fornire servizi di base e soddisfare i bisogni immediati dei cittadini. Il Fondo (Usf) darebbe liquidità per un sostegno continuo alle autorità e, a lungo termine, fungerà da spina dorsale per la ricostruzione di un'Ucraina libera e democratica una volta cessate le ostilità. I partner potrebbero contribuire all'Usf attraverso una conferenza internazionale di donatori», ha aggiunto. Michel ha inoltre esortato a «costruire un'ampia coalizione anti-guerra».


18.15 – Putin e Macron nel colloquio telefonico di oggi hanno parlato dell'andamento dei colloqui tra le delegazioni russa ed Ucraina. «In questo contesto sono stati delineati i principali approcci della parte russa allo sviluppo di possibili accordi», come si legge nel messaggio diffuso dal Cremlino. Putin ha poi informato Macron che durante «l'operazione speciale» in Ucraina, le forze armate russe stanno facendo tutto il possibile per salvare la vita dei civili, organizzando corridoi umanitari. Inoltre, i due presidenti hanno deciso di rimanere in contatto. 

L’Eliseo invece fa sapere che il presidente francese, Emmanuel Macron, ha espresso la sua «estrema preoccupazione» per la situazione a Mariupol.


17.23 – Il presidente cinese Xi Jinping ha esortato tutte le parti coinvolte nella crisi in Ucraina «a sostenere congiuntamente il dialogo e il negoziato tra Russia e Ucraina e trattare i risultati e la pace». Lo riferisce l'agenzia Xinhua in merito al colloquio avuto da Xi con il suo omologo americano Joe Biden. «Gli Stati Uniti e la Nato dovrebbero anche condurre un dialogo con la Russia per risolvere il nodo cruciale della crisi Ucraina e risolvere i problemi della sicurezza sia della Russia che dell'Ucraina», ha aggiunto Xi.


17.02 – Lo status neutrale dell'Ucraina e il suo mancato ingresso nella Nato sono argomenti su cui Mosca e Kiev hanno avvicinato il più possibile le loro posizioni negoziali. Lo ha detto ai giornalisti il capo della delegazione dei mediatori russi, Vladimir Medinsky. Lo riporta la Tass. «Il tema dello status neutrale e della non adesione dell'Ucraina alla Nato è uno dei punti chiave dei colloqui, ed è quello su cui le parti hanno avvicinato il più possibile le loro posizioni», ha affermato. Medinsky ha osservato che ci sono ancora "sfumature" relative alle garanzie di sicurezza per l'Ucraina.


15.48 – «La situazione in Ucraina ha dimostrato ancora una volta che i paesi non possono ingaggiare scontri militari» perché lo scontro «non fa l'interesse di nessuno» mentre «la pace e la sicurezza sono quello che la comunità internazionale dovrebbero coltivare». È questo, secondo il Global Times, quello che il leader cinese Xi Jinping ha detto al presidente americano Joe Biden nel primo colloquio tra i due dall'invasione russa dell'Ucraina.


15.33 – Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha detto che l’interruzione del discorso di Vladimir Putin è dovuto «a un guasto tecnico al server».


15.03 – Sembra che in realtà mancasse pochissimo alla fine del discorso di Putin, che nell’ultima parte dell’intervento semplicemente citava Fyodor Ushakov, un ammiraglio di epoca zarista. Potrebbe essersi trattato dunque solo di un errore della regia, che però solleva dubbi sul fatto che la trasmissione fosse in diretta. 

14.37 – II discorso di Putin durante le celebrazioni per l’annessione della Crimea allo stadio Luzhniki di Mosca è stato bruscamente interrotto dalla televisione russa. Al taglio brusco delle parole del presidente sono seguiti canti patriottici.

Sputnik

14.25 – «Kiev sta organizzando operazioni punitive militare contro il Donbass». Lo ha dichiarato il presidente Vladimir Putin intervenendo a un concerto a Mosca in occasione dell'anniversario dell'annessione della Crimea. L’intervento è ancora in corso allo stadio della capitale, dove il presidente ha preso lla parola dopo un concerto.

Il presidente russo Vladimir Putin nel suo intervento allo stadio di Mosca, gremito di bandiere e inni in occasione dell'ottavo anniversario dell'annessione della Crimea, ha citato anche la Bibbia: «Non c'è amore più grande di dare la propria vita per i propri amici».

Pool Sputnik Host Photo Agency

13.34 – Secondo il commissario per i diritti umani in Ucraina negli scantinati del teatro di Mariupol ci sono ancora 1300 persone. Nella giornata di ieri sono state evacuate dall’edificio 130 persone.


13.23 – Il discorso integrale di Draghi della conferenza stampa con il premier spagnolo Pedro Sanchez

Oggi è la Giornata nazionale per le vittime del Covid-19.

Voglio prima di tutto ricordare tutte le persone che sono morte durante la pandemia, quelli che ancora soffrono per le conseguenze della malattia, e tutti i loro cari. A voi tutti, va la vicinanza del Governo e mia personale. Voglio ringraziare il Presidente del Consiglio Sanchez, il Primo Ministro Costa e il Primo Ministro Mitsotakis per la loro partecipazione a questo incontro. La vostra presenza è la dimostrazione della grande amicizia tra i nostri paesi.

Un legame che va molto indietro nel tempo, e che oggi si esprime nei forti rapporti sociali, culturali, economici tra i nostri cittadini e le nostre aziende. Abbiamo molte sfide comuni, a cui vogliamo trovare risposte comuni – insieme a tutti gli altri partner dell’Unione Europea. La sfida più urgente – e anche il principale argomento di questo vertice – è quella dell’energia.

L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha aperto una fase di forte volatilità sui mercati delle materie prime, che si è aggiunta ai rincari che avevamo già osservato nei mesi scorsi. Dobbiamo intervenire subito, per difendere il potere d’acquisto delle famiglie, sostenere il tessuto produttivo, proteggere la ripresa. L’Unione Europea ha reagito con unità e determinazione all’aggressione russa. Dobbiamo mostrare la stessa coesione e la stessa convinzione nel tutelare le nostre economie dalle conseguenze della guerra, in particolare dai rincari energetici.

Al Vertice di Versailles, abbiamo costatato una grande convergenza tra i nostri Paesi sulla necessità che Unione Europea adotti al più presto misure comuni sul fronte dell’energia.

Allo stesso tempo, siamo compatti nel mantenere immutato il nostro impegno verso la transizione verde, che si rivela oggi un obiettivo non solo ambientale, ma anche strategico.

L’incontro di oggi è servito a definire un approccio comune in vista del Consiglio Europeo della settimana prossima.

Vogliamo spingere la Commissione Europea e gli altri Paesi membri ad adottare misure incisive, a tutela di tutti gli Stati Membri, in un settore decisivo per il nostro futuro.

Una gestione comune del mercato dell’energia conviene a tutti. Stoccaggi comuni consentono di proteggerci a vicenda in caso di shock isolati. Acquisti comuni ci permettono di avere un peso negoziale migliore nei confronti dei fornitori.

In queste settimane, abbiamo dato alla Commissione un impulso chiaro a muoversi in questa direzione, per imporre un tetto al prezzo d’importazione del gas e spezzare il legame tra il prezzo del gas e quello dell’elettricità. La Commissione, con la Comunicazione “RePower EU”, ha delineato alcune opzioni. È un passo nella direzione giusta, ma ora è necessario più coraggio.

Toccherà poi agli Stati Membri, nel Consiglio Europeo, fare in modo che l’energia diventi una priorità condivisa a protezione dell’economia europea. La pandemia ha mostrato come, in questo tipo di crisi, le risposte nazionali non siano sufficienti.

Anche oggi, come negli scorsi anni, è necessaria una risposta europea. La sfida dell’energia va oltre l’emergenza della guerra. L’Europa è ormai consapevole della necessità di accelerare sulla diversificazione delle fonti di gas naturale e sulla produzione di energia rinnovabile. La sponda sud del Mediterraneo e l’Europea meridionale avranno un ruolo fondamentale in questo processo, a beneficio di tutta l’Ue.

Una stretta collaborazione tra i nostri Paesi è essenziale per assicurare coerenza e complementarità nell’approvvigionamento e trasporto verso l’Europa centrale e settentrionale. Nel vertice di oggi abbiamo confermato una piena convergenza anche sul ruolo della Bussola Strategica, come contributo al percorso verso una difesa europea.

La guerra in Ucraina ha dimostrato come questo sia un obiettivo necessario e urgente, in piena complementarità con la Nato. Una difesa europea più forte rende la Nato più forte.

Questi impegni saranno suggellati, la settimana prossima, al Consiglio Atlantico straordinario e nell’incontro del Consiglio Europeo col presidente Biden - e poi al Vertice Nato a Madrid di fine giugno.

Nei prossimi anni l’Europa ha davanti investimenti molto significativi nel settore della difesa, della politica energetica, della salvaguardia dell’ambiente.

Queste spese sono troppo grandi per qualsiasi bilancio nazionale. La guerra in Ucraina ci impone di procedere con la massima urgenza verso risposte davvero europee. Il vertice di oggi mostra che i nostri paesi vogliono essere protagonisti di quest’ambizione.


13.00 – «Ho avuto un colloquio pregnante con il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Il parere della commissione sulla domanda dell'Ucraina di adesione all'Ue sarà preparato entro pochi mesi». Lo ha annunciato il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, su Twitter.


12.16 – Il presidente russo Vladimir Putin, nel corso del colloquio telefonico con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, ha denunciato i "crimini di guerra" commessi dalle forze ucraine nel Donbass. Lo ha riferito il Cremlino, ricordando il lancio di missili contro le città di Donetsk e Makeyvka, che hanno causato "un numero significativo di vittime". "Questi crimini sono stati ignorati dall'Occidente", ha accusato Putin.


10.55 – L’Eliseo rende noto che è in programma per questa sera un nuovo colloquio telefonico tra il presidente francese Emmanuel Macron e l’omologo russo Vladimir Putin.


10.45 – Secondo Vladimir Putin, Kiev «fa proposte irrealistiche», ma il presidente russo resta «pronto a continuare i negoziati». È quanto avrebbe spiegato Putin al cancelliere tedesco Olaf Scholz, durante un «duro colloquio», specificando che Kiev sta cercando di «ritardare i negoziati». Lo riporta il Cremlino, citato dalle agenzie russe.


10.00 – Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov in un’intervista ha spiegato che «le sanzioni hanno sempre rafforzato la Russia» e che «le misure che il presidente e il governo stanno elaborando» per contrastarle «saranno presto annunciate. È solo l'inizio della nostra politica per cercare di adattarci alla situazione».

Il ministro ha aggiunto che «non potremo più contare sull’occidente». «Noi non abbiamo mai chiuso la porta all'Occidente, l'hanno chiusa loro» ha continuato il capo della diplomazia di MOsca in un'intervista alla tv russa Rt, ribadendo la disponibilità a «cooperare con tutti coloro che sono pronti a farlo sulla base del rispetto reciproco». 


9.35 – L'autorità di regolamentazione britannica Ofcom ha revocato la licenza alla rete televisiva statale russa Rt, che non potrà quindi più essere vista nel Regno Unito.


9.15 – La Russia avrebbe imposto sui cieli del Donbass una no-fly zone. Lo riferisce il portavoce delle milizie dell'autoproclamata repubblica separatista di Donetsk, Eduard Basurin citato dall’agenzia Interfax.


9.10 – Siamo passati dall'inizio della guerra in cui erano presenti 2 mila italiani in Ucraina, a circa una settimana e mezzo fa quando erano 400, sino a oggi in cui ce ne sono 326 «ma credo che di ora in ora continueranno a diminuire». Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio intervenendo a uno speciale del Tg1. 

Secondo il capo della Farnesina, prima di pensare a una difesa europea comune, vanno integrate maggiormente quella estera e quella energetica: «Non riusciremo a fare nulla con una difesa comune europea senza una diplomazia comune e senza una politica energetica comune» ha detto.


Per comprendere meglio le ragioni e l’evoluzione di un conflitto oggi esce un nuovo numero di Scenari, il mensile geopolitico curato da Dario Fabbri. Lo trovate abbinato al giornale in edicola oppure qui sul sito.


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