La scorsa notte, 40 lavoratori licenziati dalla FedEx Tnt, ditta di logistica di Piacenza, avevano organizzato un presidio davanti alla sede di un altro magazzino di logistica di via Orecchia, a Tavazzano, nel Lodigiano.

Arrivati a Tavazzano, i lavoratori hanno però trovato un gruppo di persone ad attenderli, pronto per assalirli con bastoni e sassi.

Il bilancio degli scontri che sono seguiti è di nove feriti, soccorsi subito dopo dal 118, uno dei quali in condizioni gravi, che è stato invece ricoverato al policlinico di Pavia, dopo aver riportato un trauma facciale. Tuttavia, secondo quanto reso noto dalla procura, l’uomo sarebbe già stato dimesso con una prognosi di 15 giorni.

Un attacco molto simile a quello che si era verificato tre settimane fa a San Giuliano, come si legge sulla pagina Facebook del sindacato SI Cobas. Va avanti da un anno, spiegano i sindacalisti: «Prima di Piacenza c’era stato l’esubero di altri cento lavoratori a Peschiera Borromeo, un anno fa, e già allora eravamo stati aggrediti». In quell’occasione, SI Cobas ha depositato anche una querela, ma non ci sono state conseguenze.

Cos'è successo

All’una e trenta circa, 40 dei 300 lavoratori in esubero dall’hub di Piacenza che da marzo sono rimasti senza lavoro perché FedEx ha deciso di chiudere il loro magazzino, sono arrivati a Tavazzano, in provincia di Lodi.

Hanno deciso di organizzare un presidio perché, nonostante siano passati mesi, «non c’è mai stata la possibilità di avere un incontro sindacale con FedEx, che rifiuta di avere qualsiasi rapporto con SI Cobas» spiega Alessandro Zadra, rappresentante sindacale della sezione nazionale. Eppure, SI Cobas rappresenta l’80 per cento degli impiegati nella logistica in tutta Italia.

Le merci di Piacenza, come spiega anche Zadra, vengono distribuite in magazzini satelliti, tra cui Tavazzano e San Giuliano.

I lavoratori hanno deciso quindi di scioperare davanti al magazzino satellite proprio per questo.

«Questi due magazzini sono stati aperti nell’ultimo anno da FedEx proprio in contrasto con gli scioperi che organizza SI Cobas e vengono gestiti da un fornitore che si chiama Zampieri holding», spiega Zadra, che andando avanti accusa proprio Zampieri di aver assoldato per conto di FedEx squadre di bodyguard che «ogni volta che mettiamo in piedi iniziative di sciopero attaccano i lavoratori armati di bastoni, come hanno fatto anche la scorsa notte».

SI Cobas, uno dei lavoratori feriti è grave

Chi è Zampieri?

Willi Zampieri, di Saonara, ha 51 anni e fa l’imprenditore. È lui a essere accusato di aver assoldato dei bodyguard che dissolvono i picchetti e le proteste dei lavoratori della logistica.

Dal 2010 è indagato dalla procura di Padova nell’ambito di un’inchiesta sulla «cricca della logistica», poi passata in mano alla procura di Forlì e, che il 10 giugno scorso, dopo undici anni, si è conclusa con una condanna con rito abbreviato a 4 anni.

L’accusa principale era di aver messo in piedi un sistema per affidare gli appalti nel settore della logistica a decine di cooperative con sede a Padova e con lavoratori pagati poco e in nero.

SI Cobas denuncia continui abusi da parte di FedEx a danno dei lavoratori, accusando l’azienda di aver «avviato un processo di internalizzazione che cancella tutte le conquiste ottenute dai lavoratori negli ultimi dieci anni, esclude le unità affette da patologie fisiche, introduce nei magazzini un clima di terrore ed estromette il sindacalismo di base dai tavoli di trattativa», spiegano i sindacalisti.

Chiusure a tappeto

L’hub di Piacenza non è l’unico a essere stato chiuso nell’ultimo anno.

FedEx, infatti, sta procedendo a un piano di ristrutturazione aziendale a livello nazionale, con esuberi continui. Le chiusure non sono mai state motivate, nonostante le insistenti richieste da parte del sindacato e dei lavoratori stessi.

L’amministratrice delegata di FedEx Italia-Tnt, Stefania Pizzetti, nell’unica occasione di confronto, però, ha dichiarato che l’hub non è più abbastanza efficiente.

Stando a quanto raccontato da Zadra, Pizzetti avrebbe detto che «non genera più profitti», ma il sindacalista spiega che «non c'è nessuna crisi. Non genera profitti nel modo in cui loro vorrebbero, perché i lavoratori, dopo essere entrati nel sindacato hanno ottenuto salari dignitosi, giornate lavorative da otto ore, mentre loro hanno bisogno e preferiscono avere lavoratori interinali, che sono più sfruttabili, precari e garantiscono maggiore flessibilità», conclude Zadra.

In lotta da mesi

Le proteste del SI Cobas e dei lavoratori di FedEx sono iniziate a gennaio, quando già l’azienda aveva annunciato il nuovo piano aziendale.

Il sindacato ha organizzato in totale quindici picchetti davanti al magazzino piacentino, bloccandolo. Quando la situazione sembrava essere rientrata, il 10 marzo, 29 lavoratori e due sindacalisti sono stati arrestati. Le proteste, però, continuano e il sindacato dichiara di voler andare avanti: il 19 giugno a Roma è atteso uno sciopero nazionale dei lavoratori della logistica «per dire basta ai licenziamenti».


 

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