È stato trovato il cadavere della bambina di quattro anni rapita ieri a Tremestrieri etneo, in provincia di Catania. Il corpo di Elena, questo il nome della bimba che avrebbe compiuto cinque anni a luglio, è stato scoperto su indicazione della madre, dopo le pressioni esercitate durante gli interrogatori. 

La madre 23enne, Martina Patti, ha confessato ai carabinieri di avere ucciso la bambina nella sua casa a Mascalucia, dopo averla presa all’asilo, e poi di averla nascosta in un terreno abbandonato, sotto della terra e cenere lavica.

L’ha uccisa da sola, con un coltello da cucina, forse per gelosia nei confronti della nuova compagna dell’ex convivente, per paura che la bimba si affezionasse a lei. A spiegarlo è la procura di Catania con una nota. Si attende comunque l’esito dell’autopsia. La procura ha disposto il fermo per omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere.

La donna, in mattinata, ha condotto i carabinieri nel luogo dove aveva nascosto la bambina: era stata transennata una zona agricola lontana qualche centinaio di metri dalla casa della donna. A confermare la notizia anche il procuratore della Repubblica di Catania, Carmelo Zuccaro.

Ieri, lunedì 13 giugno, la madre aveva dichiarato che tre uomini armati avessero rapito la piccola mentre era in auto insieme a lei. Ma la denuncia era apparsa da subito «poco credibile», con alcune «incongruenze» non sfuggite agli investigatori. A partire dalla dinamica del presunto sequestro, con tre uomini incappucciati, tra cui uno armato di pistola, e nessun testimone. Poi il fatto che la donna non abbia subito chiamato il 112, ma sia prima tornata a casa e poi insieme ai familiari si sia recata ai carabinieri. Una messa in scena organizzata per mascherare l’omicidio.

La procura aveva autorizzato la diffusione della foto della bambina e nella notte sono state raccolte prove ed erano partite le indagini.

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