Si sono chiusi i giochi per le nomine dei sostituti procuratori europei, i magistrati italiani che faranno capo alla nuova struttura dell'Unione europea guidata dalla magistrata rumena Laura Kovesi che avrà sede in Lussemburgo e si occuperà di reati economici contro la Ue e di quelli fiscali che toccano l’Iva, l'imposta sul valore aggiunto che è disciplinata da Bruxelles. Secondo quanto risulta a Domani, non tutte le sedi italiane dell'Eppo (European Public Prosecutor’s Office, questo il nome ufficiale della struttura) sono state però assegnate: sono rimaste scoperte quella di Bari e Catanzaro, per le quali non ci sono state candidature, mentre da Napoli in su non ci sono stati problemi di riempimento delle caselle.

Questo tema sarà il primo che i vertici dell'Eppo dovranno risolvere per l'Italia, rappresentata in primis dal vice procuratore europeo Danilo Ceccarelli. La nuova struttura partirà ufficialmente il primo giugno ma già da metà maggio i magistrati inizieranno ad approfondire le tematiche connesse al nuovo incarico.

C'è molta Milano tra coloro che ce l'hanno fatta: sono infatti sei i sostituti meneghini designati sui 15 già ritenuti idonei. Tre di questi resteranno nel capoluogo lombardo mentre gli altri sono destinati a Torino, Bologna e Venezia.

I tre «milanesi» sono Giordano Baggio del dipartimento di reati finanziari diretto dall'aggiunto Maurizio Romanelli, Gaetano Ruta e Sergio Spadaro del dipartimento dei reati internazionali diretto da Fabio De Pasquale.
Ruta e Spadaro, tra l’altro, sono titolari del fascicolo d’indagine sul Russiagate che indaga sugli opachi affari russi del leghista Gianluca Savoini, il presidente dell'associazione Lombardia Russia protagonista del famoso incontro all'hotel Metropol dove si trattava una maxi partita di gas diretta in Italia grazie al quale si sarebbe potuto finanziare il partito di Matteo Salvini. Proprio il prossimo maggio scade la proroga di indagine. 

A Torino andrà invece Adriano Scudieri, attualmente in forza alla Direzione distrettuale antimafia guidata da Alessandra Dolci, a Venezia Donata Costa, con un'esperienza in Eurojust che sta attualmente sostenendo l’accusa nel processo per la presunta corruzione internazionale in Brasile dei fratelli Paolo e Gianfelice Rocca, mentre a Bologna è destinata Elisa Moretti, appena rientrata in procura a Milano e già in partenza verso il capoluogo felsineo.

A Torino, oltre a Scudieri, è stato destinato anche Stefano Castellani, figlio dell'ex sindaco del capoluogo piemontese Valentino e in forza alla Dda.

A Venezia l'ufficio europeo sarà tutto al femminile: oltre alla Costa ci sarà anche Emma Rizzato, con un passato alla Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu) di Strasburgo e ora distaccata presso il Ministero di Giustizia. Curiosamente tutte e due sono di origine vicentina.

Il terzetto di magistrati che saranno nell'ufficio romano è composto da Alberto Pioletti, Francesco Testa e Mariarosa Guglielmi. Pioletti, che si era anche candidato come procuratore aggiunto a Roma, nella Capitale si occupa di reati tributari e Ordini di indagine europei e tiene già i rapporti con le autorità straniere. Francesco Testa lascia invece la procura di Chieti, dov’è il capo dell'ufficio, per approdare a Roma. Mariarosa Guglielmi, Segretaria generale di Magistratura democratica, è già a Roma dove si occupa di reati societari.

A Napoli il ticket europeo, tutto al femminile, è formato da Maria Teresa Orlando, che si occupa di criminalità economica nel dipartimento diretto dall'aggiunto Vincenzo Piscitelli e Valeria Sico che si occupa di pubblica amministrazione coordinata dall'aggiunto Giuseppe Lucantonio.

A Palermo, infine, ci sono Calogero Ferrara della Dda, guidata attualmente da Salvatore De Luca, che ha appena ottenuto il rinvio a giudizio di Matteo Salvini per il presunto reato di sequestro di persona legato alla nave Open Arms, che nel 2019 aveva imbarcato 147 migranti cui l'ex ministro dall'Interno aveva negato lo sbarco sull'isola.

Anche Amelia Luise proviene dall’antimafia, protagonista tra le altre cose dell'inchiesta per estorsione sul giornalista Pino Maniaci di Telejato, prosciolto dalle accuse un paio di settimane fa per le quali la pm aveva chiesto 11 anni di carcere.

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