Si sono chiusi in tutta Italia i seggi per il voto dei cinque referendum sulla giustizia e le elezioni amministrative in quasi mille comuni. I cinque quesiti, promossi dal Partito radicale e dalla Lega, non hanno raggiunto il quorum, fermandosi al 20,7 per cento, ben sotto il necessario 50 per cento più uno degli aventi diritto di voto. Un record di affluenza in negativo nella storia della Repubblica: in precedenza il quorum più basso, al 23 per cento, era stato raggiunto nella consultazione sulla legge elettorale del 2009. 

I numeri certificano il flop dei referendum e, politicamente, del partito di Matteo Salvini che non ha fatto una vera e propria campagna a favore della consultazione, soprattutto nelle ultime settimane, maggiormente impegnato a occuparsi del mancato viaggio a Mosca, degli incontri con l’ambasciatore russo in Italia Sergej Razov, a polemizzare sul catasto e a riproporre i vecchi slogan contro le politiche europee

Per lunedì, Salvini ha convocato una riunione urgente in via Bellerio a Milano con tutti i vertici del partito. 

La riforma del Csm

Archiviato il capitolo dei referendum, al Senato inizia una corsa contro il tempo per approvare la riforma dell’ordinamento giudiziario della ministra Marta Cartabia. Nelle ultime settimane il testo è stato congelato, soprattutto per non infastidire la Lega, considerando che la riforma interviene su tre dei cinque quesiti proposti con i referendum.

La commissione Giustizia è stata convocata per le 18 di lunedì. Sul tavolo ci sono 300 emendamenti, il governo spinge perché i partiti decidano di non discuterli, ma è molto difficile che Lega e Italia viva scelgano la strada della non belligeranza ritirando le proposte di modifica.

In ogni caso, i favorevoli alla riforma, Pd e M5s, vorrebbero approvare il testo in commissione entro martedì, per portarlo in aula il giorno seguente. Senza l’introduzione di modifiche può essere approvato definitivamente senza farlo tornare alla Camera per la terza lettura.

Sul fisco si fa sul serio?

Il deputato di Italia Viva e presidente della commissione Finanze Luigi Marattin / Foto AGF

Due sedute nella stessa giornata di martedì, una alle 14 e una alle 21. Alla Camera, dopo due mesi di silenzio, i deputati della commissione Finanze riprendono l’esame della riforma fiscale e del catasto. I lavori si erano fermati a seguito delle proteste in commissione da parte di alcuni deputati del gruppo misto e del centrodestra, che si erano concluse con il lancio di un microfono, della campanella della presidente e dei fascicoli utilizzati per le votazioni.

Un nuovo accordo della maggioranza ha portato alla ripresa dei lavori durante questa settimana, così il presidente Luigi Marattin ha inserito il provvedimento in calendario. Salvo imprevisti politici, la commissione dovrebbe concludere l’esame delle modifiche tra giovedì e venerdì dando mandato al relatore di procedere con la presentazione in assemblea. Il testo è atteso in aula lunedì 20 giugno.

Draghi alla ricerca di gas

Foto AGF

Da lunedì pomeriggio a martedì sera Mario Draghi sarà in Israele: al centro degli incontri la possibilità di portare gas israeliano in Italia, oltre alla guerra in Ucraina, la crisi alimentare e i rapporti bilaterali. L’ipotesi del gasdotto EastMed (di cui discute anche il parlamento italiano) o di un collegamento fra Israele ed Europa che passi dalla Turchia presentano problemi di fattibilità nel breve termine. 

Una possibile soluzione potrebbe essere rappresentata dall’Egitto. Il Cairo dispone di due infrastrutture per liquefare il gas, quella di Damietta e quella di Idku, vicino ad Alessandria, da lì il gas potrebbe essere trasportato via nave fino all’Italia. In coda al viaggio Mario Draghi incontrerà anche il primo ministro palestinese Mohammad Shtayyeh a Ramallah. In settimana, il premier potrebbe recarsi anche a Kiev insieme al presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz.

Sul tema dell’approvvigionamento e dei prezzi dell’energia si concentrano le audizioni convocate per martedì e mercoledì in commissione Industria al Senato. Martedì intervengono l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera), l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie (Enea), Acquirente unico e il Gestore dei mercati energetici (Gme). Il giorno seguente Confindustria, Utilitalia ed Elettricità futura.

Ucraina e Mediterraneo

La viceministra agli Affari esteri, Marina Sereni, martedì parlerà alla commissione Esteri della Camera del quadro geopolitico del Mediterraneo. Mercoledì, invece, la stessa commissione Esteri insieme alla Politiche Ue, ospiterà una delegazione della commissione per l’integrazione dell’Ucraina nell’Unione europea della Verkhovna Rada ucraina.

La concorrenza, di nuovo

Dopo il difficile esame al Senato, il disegno di legge sulla concorrenza che, tra le altre cose, contiene le norme sulle concessioni delle spiagge, inizia l’iter d’esame alla Camera. I lavori inizieranno martedì in commissione Attività produttive, in questo ramo del parlamento verranno probabilmente inserite altre modifiche alla normativa sui taxi e gli Ncc, il noleggio con conducente.
 

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