«Alle persone che scendono in piazza per manifestare io voglio dire che lo Stato c’è e che faremo di tutto per fronteggiare una crisi che colpisce famiglie e imprese. Ma non possono essere tollerate aggressioni e comportamenti violenti» questo è il monito lanciato dalla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, attraverso un’intervista pubblicata sul Corriere riguardo alle manifestazioni di Montecitorio.

«Dobbiamo essere uniti» dice, altrimenti «rischiamo che il disagio sociale possa degenerare ed essere strumentalizzato» anche da frange estremiste e violente, su cui ora sta indagando la magistratura.

«Le attività economiche sono in grande sofferenza ma il governo è impegnato su tutti i fronti per fornire risposte concrete alle categorie in difficoltà – dice Lamorgese – Dobbiamo mostrare spirito di coesione nazionale e di reciproca solidarietà». Durante l’intervista la ministra snocciola qualche dato. Da ottobre ai disordini di piazza Montecitorio ci sono state 2.554 manifestazioni in tutta Italia e soltanto in 54 casi si è reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine. Numeri che non mettono in pericolo riguardo a possibili rivolte o sommosse popolari. Non a caso, al momento e stando al contenuto delle indagini, il capo del Viminale esclude che dietro le manifestazioni ci sia una regia unica e dice: «Anche in questa fase delicata, i ministri competenti stanno esercitando un’attenta opera di mediazione e di ascolto del dissenso sociale e delle ragioni della categorie in sofferenza. Un’analoga attività sui territori la stanno svolgendo i prefetti che non mancano di promuovere il confronto con i lavoratori, le aziende e gli imprenditori colpiti dalla crisi». 

Nell’intervista, Luciana Lamorgese rivolge anche un appello agli imprenditori in crisi: «A chi è in difficoltà io dico che deve fidarsi delle istituzioni».

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