Droni, Javelin e sistemi anti missilistici sono alcuni degli armamenti che hanno permesso all’esercito ucraino di resistere all’invasione della Russia, ma il loro impiego non sarebbe stato altrettanto efficace senza il contributo di Elon Musk.

A sottolineare l’importanza del ruolo nel conflitto del magnate che ha appena comprato Twitter sono stati il ministro della Difesa e il vice primo ministro ucraino, nonché ufficiali militari e soldati.

Per questi ultimi, la scelta di Musk di schierarsi al fianco dell’Ucraina e di mettere a disposizione il sistema di comunicazione satellitare Starlink avrebbe persino cambiato il corso della guerra, dimostrandosi addirittura un game changer per l’esercito ucraino.

Cos’è Starlink

Dall’inizio dell’invasione la Russia ha preso di mira i sistemi di comunicazione dell’Ucraina con l’obiettivo di indebolire le capacità di risposta e di coordinamento dell’apparato militare.

Nel timore che la rete internet potesse venire a mancare da un momento all’altro, il vicepremier, Mykhailo Fedorov, ha cercato di trovare presto una soluzione al problema facendo appello proprio a Musk.

Con un tweet ha chiesto all’amministratore delegato di SpaceX di rendere operativa anche in Ucraina la rete dei satelliti per la comunicazione Starlink, così da garantire il funzionamento della connessione nel paese.

Dopo poche ore le procedure per l’attivazione e l’invio dei terminali necessari per la ricezione del segnale sono state avviate. SpaceX in realtà era già al lavoro da diverse settimane per attivare anche in Ucraina il servizio Starlink, ma il messaggio pubblico del vicepremier è stato indispensabile per ottenere le autorizzazioni necessarie.

Come sottolineato dal ministro della Difesa, Dmytro Kuleba, l’intervento di Musk ha garantito all’Ucraina un sistema di connessione e comunicazione alternativo, intralciando così i piani della Russia. Grazie alla connessione fornita dall’imprenditore americano, il presidente Volodymyr Zelensky ha potuto continuare a parlare ai propri concittadini e al resto del mondo, mantenendo viva la resistenza ucraina e intervenendo in diversi parlamenti nazionali.

Ma la Starlink non è stata usata solo per scopi civili. Il sistema di satelliti è stato impiegato anche dall’esercito ucraino, in particolare della Aerorozvidka.

Si tratta di un’unità di ricognizione aerea nata a seguito della conquista da parte russa del Donbass e formata da specialisti informatici e volontari esperti nella tecnologia militare a cui è affidato il compito di raccogliere dati utili per attaccare le forze della Federazione.

Come rivelato al Times da un ufficiale ucraino, la Aerorozvidka usa la connessione di Starlink per condividere informazioni con gli altri reparti e consentire così agli operatori dei droni di condurre attacchi di maggiore precisione.

L’unità compie in media 300 missioni di ricognizione al giorno e i dati raccolti sono poi analizzati dal sistema di intelligence Delta, creato secondo standard Nato e capace di individuare gli obiettivi di maggiore interesse tramite l’incrocio di informazioni provenienti da diverse fonti.

Per i militari ucraini il sistema fornito da Musk si è rivelato particolarmente utile per indebolire le truppe russe fin dai primi giorni del conflitto e per compiere operazioni che senza la corretta comunicazione tra i diversi reparti sarebbero state meno efficaci.

Un potere privato

A fornire un sistema così determinante per l’andamento della guerra però non è stato il governo degli Stati Uniti o di un altro paese occidentale, bensì un imprenditore.

Un dettaglio di non poco conto e che mette in evidenza luci e ombre del rapporto tra il pubblico e privato nella strategia di sviluppo della tecnologia spaziale statunitense.

Dalla presidenza Obama in poi, l’amministrazione americana ha lasciato sempre più spazio ai privati nella corsa allo spazio per aumentare le capacità di crescita degli Usa nel settore spaziale e tenere il passo con la concorrenza russa e cinese.

Uno dei risultati di questa strategia è stata la nascita della space economy e l’affermarsi di grandi compagnie come  SpaceX.

L’intervento dell’imprenditore in favore di Kiev, però, non è stato deciso a seguito di dibattiti parlamentari o governativi, bensì tramite un semplice scambio di messaggi su una piattaforma passata nel frattempo proprio nelle mani dello stesso Musk.

Ciò ha certamente ridotto i tempi di risposta, ma l’attivazione del sistema di comunicazione Starlink a vantaggio di un paese terzo è avvenuta al di fuori del controllo governativo e senza un dibattito pubblico.

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