Lo studente iraniano che frequenta l’università a Torino è bloccato nel suo paese d’origine a causa di un problema burocratico nel rinnovo del permesso di soggiorno in questura. Dall’Iran racconta a Domani la repressione in corso, il blackout, il rischio personale anche come persona gay. E lancia un appello al governo italiano perché lo aiuti a rientrare per continuare gli studi
«Lasciatemi tornare a studiare in Italia». L’appello è rivolto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro degli Esteri Antonio Tajani e alla ministra dell’Università Anna Maria Bernini. Arriva dall’Iran incendiato dalle proteste contro il regime. Lo affida a Domani N., lo studente di Torino bloccato nel suo paese di origine. Riusciamo a parlare con N. solo dopo diversi giorni (non ne scriviamo il nome per tutelarne la sicurezza). Avvolto nel buio del blackout imposto dall’Ayatolla


