Quindici anni non sono pochi. Soprattutto quando si parla di mafie. In quindici anni sono cambiate le organizzazioni criminali, sono cambiate le rotte del denaro, sono cambiate le guerre, sono cambiati gli equilibri politici. Sono cambiate perfino le parole con le quali raccontiamo il potere. Ma una cosa è rimasta uguale: la necessità di capire
Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Per circa una settimana questa nuova serie sarà dedicata al Festival di Trame 2026
Quindici anni non sono pochi. Soprattutto quando si parla di mafie.
In quindici anni sono cambiate le organizzazioni criminali, sono cambiate le rotte del denaro, sono cambiate le guerre, sono cambiati gli equilibri politici. Sono cambiate perfino le parole con le quali raccontiamo il potere. Ma una cosa è rimasta uguale: la necessità di capire.
È forse da qui che bisogna partire per raccontare la quindicesima edizione di Trame, il Festival dei libri sulle mafie che dal 16 al 21 giugno tornerà a riempire piazze, chiostri e palazzi di Lamezia Terme.
"Terra e Libertà" è il titolo scelto quest'anno. Due parole semplici che sembrano arrivare da un altro tempo e che invece parlano esattamente del nostro. Trame arriva al suo quindicesimo anno senza trasformarsi in una celebrazione di sé stessa. Anzi. Sembra voler allargare ulteriormente il campo di osservazione. Le mafie non bastano più a spiegare il mondo. O forse bisogna guardare il mondo per capire meglio le mafie.
Per questo il Festival guarderà oltre i confini italiani, affrontando temi che attraversano l'Europa e il Mediterraneo: mafie transnazionali, narcotraffico, autocrazie, neofascismi, terrorismo, guerre e crisi democratiche. Fenomeni diversi che spesso condividono gli stessi territori d'ombra, gli stessi interessi economici, le stesse fragilità istituzionali.
A discuterne saranno magistrati, giornalisti, studiosi, scrittori e ricercatori. Non per costruire una liturgia dell'antimafia, ma per provare a leggere le trasformazioni del potere in un tempo sempre più difficile da decifrare.
Intorno agli incontri continuerà a vivere il mosaico di linguaggi che negli anni ha reso riconoscibile Trame. Ci saranno i documentari di Trame Visioni, gli spettacoli di Trame in Scena, gli appuntamenti diffusi di Trame in Città. Debutterà Trame XL dedicata ai grandi temi della storia e dell'attualità. E tornerà Trame Off, spazio di sperimentazione e contaminazione.
Particolare attenzione sarà riservata alle mostre. Da quella dedicata al lavoro di Oliviero Toscani su Corleone alle vignette di Mauro Biani sugli operatori dell'informazione uccisi mentre svolgevano il proprio lavoro. E poi la mostra di Mario Spada, fotografo che da anni osserva e racconta i luoghi, i volti e le contraddizioni del nostro Paese con uno sguardo che non cerca effetti speciali ma verità.
In fondo è questo che Trame continua a fare da quindici anni.
Provare a raccontare ciò che spesso resta fuori campo.
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