Di interesse sono i collegamenti tra i soci della CO.FA.PI e vari personaggi che operano nel settore imprenditoriale non estranei alle vicende dell’organizzazione mafiosa. Il contenuto delle conversazioni, tuttavia, non permette di giungere a chiare risultanze, dato che gli interessati comunicano con frasi allusive
Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Questa nuova serie sarà dedicata al dossier Mafia e Appalti.
Come già evidenziato nella parte generale dell'elaborato, di particolare interesse risultano i collegamenti tra CANGELOSI Calogero, già generalizzato, i soci della CO.FA.PI e vari personaggi operanti nel settore imprenditoriale non estranei alle vicende dell'organizzazione mafiosa. Il contenuto delle conversazioni, tuttavia, non permette di giungere a chiare risultanze, anche perché in tutti i discorsi che hanno riferimenti a specifici fatti, gli interessati riescono a comprendersi rapidamente con frasi allusive. Quasi sempre l'uso del telefono è limitato a comunicazioni raramente chiare, volte come sono all'acquisizione di notizie o alla conferma di accordi già presi nel corso di riunioni precedenti. Ciò è il frutto di un accurato studio per eludere eventuali servizi svolti.
Telefonata delle ore 11,37 del 07/03/1990.
PICONE contatta l'avvocato SCICHILONE presso l'utenza nr. 0923/947512 intestata a CANGELOSI Calogero, via Castelvetrano n. 149, Mazara del Vallo. Gli dice che in mattinata ha chiamato l'Onorevole ALESSI, per cui bisogna richiamarlo a Roma per fissare un appuntamento per il giovedì o il venerdì successivo. A riguardo fornisce a SCICHILONE i numeri telefonici della Camera dei Deputati e dell'abitazione di ALESSI: 06/67609619 - 5743113. Aggiunge che dovendo andare a Roma sarebbe opportuno fissare anche l'altro appuntamento con l'ingegnere ADAMO. (Vds. all. nr. 447)
Telefonata delle ore 16,17 del 11/03/1990.
Il ragioniere dell'impresa CANGELOSI cerca FALLETTA presso la CO.FA.PI. e siccome è fuori parla con l'ingegnere PICONE:
p = PICONE c = ragioniere dell'impresa CANGELOSI
O M I S S I S
c. ieri sera ci siamo dimenticati di andare dall'amico suo, CATALANO... e ci hanno fregati per Campobello... non... non mi hanno invitato
p. ah, non l'hanno invitata...
c. no... là... (incomprensibile)... darrini (dietro) il cozzo
p. no, non mi lu misi darrini u cuzzu, mi scusi, ma...
c. ehhh... mi... mi... u misuru darriu u cuzzu
p. no, mi scusi io... per quello di qua mi interessava, a me mi hanno invitato
c. qual è
p. qua vicino, a Campofranco...
c. ma... allora non se ne parla che ci dobbiamo andare assieme
p. sì... ma lei mi disse che era qualificato... e quindi la invitavano... io...
c. eh, infatti, io sono qualificato ed è successo... il disguido... ehh... a me... non mi hanno invitato
p. e che disguido è successo?
c. perché ero amico... ero amico di una persona... ehhh... siccome avevano problemi con questa persona... avevano paura che io partecipassi per conto di un'altra persona, ha capito?
p. uhh... uhh...
c. e non mi hanno invitato... vabbè... pazienza... pronto ingegnere
p. ehh...
c. voi lì non avete ehhh... quel progetto... una copia...
p. quello di lì?
c. sì
p. sì
c. ah... sta cosa io domani mattina me la vengo a prendere... perché la debbo portare all'ingegnere ALMANZA
p. ma a me mi serve che io giovedì debbo andare Roma, avevo... e me la devo portare...
c. sì, ma lei lunedì... mercoledì se la viene a prendere a Palermo... questa cosa la faccio vedere di sera all'ingegnere
p. ma l'ingegnere ce l'ha, gliel'ho lasciata io allora all'ingegnere
c. ma quando, se non ave (ha) niente... mi sta torturando l'ingegnere... ahhh, ahhh... va bene... sempre discussioni... io dico... questo sempre è messo in mezzo... è una cosa che purtroppo... diciamo non posso fare niente
p. no, va bene... lei in mezzo che c'entra... gli dica: "l'ingegnere PICONE ce l'ha"
c. no... (incomprensibile)... ci dissi... ci porta una cosa
p. e chiama a me... a me due volte al giorno mi chiama, quindi, non è che ci fossero difficoltà se non mi chiamasse va'
c. no... va bene... lui... diciamo... questa cosa non è che lo sa... sa... sa... magari ci pare male, magari a dirvelo ahh... che fa... possiamo... inventare noi altri... che non ha fiducia a loro... io... domani... vorrei venire a prenderle... facendo finta che mi interessa a me ehh... lo sapeva il discorso... senza che lei diceva niente a nessuno... e poi gliela porto... e poi gliela facciamo avere mercoledì
p. uhhh...
c. oppure la vengo a prendere adesso che FALLETTA non c'è e facciamo finta di niente... (risata)
p. come non c'è FALLETTA
c. c'è FALLETTA
p. sta venendo, a Mussomeli è
c. eh, mi serve questa cosa che gliela debbo portare... per due giorni
p. ma domani FALLETTA va a Palermo, va
c. sì, va beh... FALLETTA poi se la dimentica e facciamo... discussi... perché
p. eh... vuole venire qua?
c. ahh... mah... (incomprensibile)
p. qua siamo noi, avvicinassi... ehh... CANGELOSI
c. ingegnere mi scusi... FALLETTA gli ha promesso all'ingegnere... è un mese che ci deve fare una cosa... FALLETTA se lo dimentica sempre, mi ha capito ora?
p. ahh, io no
c. noi dobbiamo partire da un punto di vista... ehhh... c'è un cristiano che ha 70 anni e che magari diciamo quando ci si promette una cosa e non si fa... quello la pensa... non pensa... noi altri non abbiamo che fare... e gli disse queste cose perché noi dobbiamo essere fuori... penso che ci fosse qualche cosa sotto, non so, ehhh... invece non c'è niente, ha capito?... ho l'impressione che... (sovrapposizione di voci)
p. ma qualcosa sotto di chi?... mi ha telefonato ieri... sapi (essere a conoscenza) che dobbiamo andare... comunque... va'... va bene... io qua c'ho... lei vuole avvicinare... a me dispiace che viene di lì a qua per...
c. sì, ma questa cosa ci si deve portare... gliela vorrei... siccome mi ha... ha pregato a me di fargliela avere e gliela vorrei portare io... però, io vengo se lei me la dà... perché se non ce la dà è inutile che vengo
p. no... ma io gliela do... solo se a me questa cosa me la fate avere entro mercoledì sera... perché io giovedì mattina parto alle 5 e mezza, devo andare per l'ennesima volta alla riunione a Roma... che devo combattere
c. ma lui non ci deve venire pure?
p. lui non deve venire pure, sì...
c. allora se la porta lui personalmente
p. ehhh... allora gliela porto io... mercoledì glielo dica... non dovete andare con l'ingegnere a Roma venerdì
c. sì, ma lui la vuole vedere un paio di giorni prima... ehh... lei... lei... è come se non si capisce a me... (risata)... mi ha capito... lui mi ha detto poi... vai lì... ehh... quella cosa diciamo... quella cosa che ha visto che... delucidazioni... cosa... ma insomma ce li avete mandati per taliare (guardare) queste quattro carte... mi ha capito ingegnere
p. eh... allora avvicinasse che gliele do
c. va beh... allora io mando il mio ragioniere
I due si risentiranno. Si salutano. (Vds. all. nr. 448)
Telefonata delle ore 16,24 dell'11/03/1990.
La segretaria della CO.FA.PI. forma l'utenza 0923/947512 intestata a CANGELOSI Calogero e riferisce ad un impiegato che il ragioniere, secondo quanto riferitole dall'ingegnere, può andare da loro. (Vds. all. nr. 449)
Telefonata delle ore 18,23 del 14/03/1990.
Calogero CANGELOSI contatta la CO.FA.PI. e conversa con FALLETTA come segue:
c = CANGELOSI f = FALLETTA
O M I S S I S
c. ciao... senti una cosa... ma tu mi hai mandato due nominativi
f. sì
c. eh... non è che è facile che escono tutti e due
f. e perché non è facile?
c. perché è difficilissimo... perché ce ne sono 5
f. ... (incomprensibile)
c. si deve fare un allargamento
f. ehh... si fa
c. tutti e due mi sembrano difficili...
f. ehh... eh... eh...
c. il più facile di tutti è quello, il primo, quello che comincia con la "S"...
f. ahhh... lo so... ehh... ce lo dobbiamo mettere Lillo...
c. tutti e due?
f. sì
c. ehh... perché, è amico tuo?
L'Ufficio dà atto che il geometra Alfredo FALLETTA da questo momento assume un atteggiamento autoritario.
f. ce lo dobbiamo mettere Lillo... vuol dire che... me l'hanno detto, io amici progettisti non ne ho mai avuti, li odio tutti, ingegneri, dottori, avvocati... a me mi piacciono quelli che danno lavoro e l'impresa, e basta... altre cose... tutti nemici sono... come te lo devo spiegare... dice che sei intelligente
c. insomma, devono essere tutti e due
f. ehhh... vedi che io c'ho quella prova là che voleva il tuo amico... c'ho telefonato e glielo ho detto
c. a quello là?
f. sì... la prova dei sette... i magnifici sette
c. ... sì e a chi l'hai detto?
f. come?
c. a chi l'hai detto?
f. ai tuoi amici
c. di qua?
f. Palermitani e non Palermitani...
c. e Trapanesi?
f. sì
c. ma gli hai telefonato?
f. ehh... tu non ci sei andato mai, è da 15 giorni che ti cerco
c. sì, 15 giorni
f. come no
Continuano con FALLETTA che ribadisce di aver telefonato "a quella persona" e l'ha informata che ha "la prova", che ce l'ha "materialmente", e che nella circostanza la persona (mai indicata più dettagliatamente) gli ha risposto che il venerdì successivo la faranno vedere all'ingegnere.
CANGELOSI fa nuovamente presente le difficoltà per l'inserimento di entrambi i nominativi segnalati dal FALLETTA, al che continuano come segue:
f. no, ci dobbiamo riuscire
c. io te lo sto dicendo... in questo minuto...
f. ma... perché già è certa, sicura la cosa, quindi arrivati a questo punto non conviene farla scappare... ahh... piglia a uno e lo metti da un'altra parte...
c. vediamo quello che si può fare e poi ne discutiamo di presenza.
Rimangono d'accordo che si risentiranno (Vds. all. nr. 450)
I nominativi segnalati da FALLETTA al CANGELOSI dovrebbero riguardare due progettisti ai quali affidare l'incarico per la redazione di elaborati nella zona del trapanese. Ritenendo reale la suddivisione di "Cosa Nostra" in giurisdizioni, particolare rilevanza assume l'atteggiamento dell'amministratore della CO.FA.PI., il quale "impone" al CANGELOSI, ritenuto esponente dell'organizzazione di altra provincia, quanto da lui deciso, anche se ciò comporta notevolissime difficoltà.
Quanto sopra costituisce ulteriore conferma al fatto che in alcuni settori l'organizzazione mafiosa opera liberamente in qualsiasi territorio ed il tutto fa capo ad un sistema unitario.
Telefonata delle ore 18,35 del 06/04/1990.
CANGELOSI Calogero riferisce a FALLETTA (contattato presso l'utenza intestata alla CO.FA.PI.) che si trova a Palermo da un amico, aggiungendo che la sera precedente ha telefonato all'ingegnere VOLTA per "quel discorso di Roccamena" relativo ad un'asta pubblica per la quale il FALLETTA già sapeva di doversi interessare con l'ingegnere amico suo, tale MANNINO. L'amministratore della CO.FA.PI. risponde che è in attesa di notizie ed in merito al progetto richiestogli con urgenza da CANGELOSI aggiunge che ancora non ha potuto rintracciare "la persona che lo conosce". CANGELOSI lo invita "a darsi da fare". (Vds. all. nr. 451)
Telefonata delle ore 19,28 del 25/06/1990.
Alfredo FALLETTA contatta CANGELOSI Calogero presso l'utenza 0923/3947512, intestata allo stesso, e gli dice di aver ricevuto una telefonata da Roma, dove vogliono notizie. CANGELOSI osserva che bisogna "dire preciso come è il discorso" e che per il momento notizie non ne ha, comunque non c'è nessun problema.
In merito alla gara di Serradifalco decidono di vedersi l'indomani, nel pomeriggio, verso le ore 17,00, presso la CO.FA.PI.. (Vds. all. nr. 452)
Al fine di lumeggiare meglio la personalità di FALLETTA e degli altri personaggi d'interesse e per comprendere le oscure attività svolte dagli stessi, si riportano, in sintesi, tutte le conversazioni da cui si rilevano ipotesi di illecito per le quali non è possibile documentare riscontri o trovare riferimenti a fatti specifici, sia per la genericità degli argomenti trattati, che per la terminologia criptica adoperata.
Telefonata delle ore 10,50 del 16/03/1990.
La conversazione avviene tra un uomo (presumibilmente dipendente della CO.FA.PI) e tale Giuseppina, segretaria dell'impresa.
u = Uomo g = Giuseppina
O M I S S I S
g. va bene... quello... questo qua... quello di... Licata... mi ha mandato qualche 7 gare di... di prepararmi... ma come... sono pazzi
u. chi è di Licata?
g. ahh... uno... un amico di Alfredo... uh... piglia il fax... ci infila u fax... qualche sei o sette da preparare
u. ma chi è in società?
g. no, la deve fare per conto suo... no... cioè Alfredo ci deve dare la busta... in pratica... no... si deve preparare, preparare qua, e lui dopo...
u. eh...
g. ci dissi... no... Campobello di Licata... stamattina mi arrivano... le cose da preparare... 'ste gare col fax...
u. ma l'impresa chi è... Licata?
g. no, no, l'impresa... sono loro
u. eh
g. ehh... mandano tutto così a nome loro... e poi sicuramente ci daranno le buste
u. ah... ah... fra di loro si favoriscono...
g. eh... sì
u. eh... tu ce li prepari?... ci stai preparando questi... sono
g. eh... questo sto facendo prima gli ho fatto le lettere ca... arrivano... ehh... arrivano una cosa, una lettera... che volevano integrati alcuni documenti
u. ehh
g. per essere ammessi alla gara... così ci accettano la gara... volevano altri documenti... e glieli ho preparati... ora arriva... il fax... e ci sto facendo queste richieste...
O M I S S I S
Data la genericità con la quale Giuseppina parla della gara riguardante il Comune di Campobello di Licata non è possibile individuare l'appalto di cui trattasi, ma certamente lo stesso è stato aggiudicato, come anche le altre gare citate, con procedure illecite. (Vds. all. nr. 453)
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