Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Questa nuova serie sarà dedicata al dossier Mafia e Appalti.


Infatti, a proposito di una gara del 28 febbraio 1990 del comune di Castelbuono, Li Pera afferma che probabilmente non dovranno presentare offerta perché dovranno ringraziare qualcuno compreso in una "compilation" fatta ad hoc per la gara.

Il comportamento omissivo scaturisce dalla necessità di ricambiare a qualcuno un favore analogo. Dalla documentazione acquisita presso il comune di Castelbuono si evinceva che il 28 febbraio 1990 era stata esperita licitazione privata per l'appalto dei lavori di restauro del Pantheon di Ventimiglia annesso alla chiesa monumentale di S. Francesco, per un importo a base d'asta di lire 631.422.280.

Tra le 17 imprese ammesse a partecipare mancava, naturalmente, la Rizzani De Eccher mentre aggiudicataria della stessa con un ribasso del 13,58% risultava l'impresa RODIO ing. Giovanni Rodio e C. S.p.A. con sede in Casalmaiocco (MI) via Pandina nr. 5, con ufficio di zona a Catania in piazza Nettuno nr. 16. L'ulteriore dimostrazione del controllo verticistico degli appalti si evidenziava anche dalla constatazione che alla gara suddetta non partecipavano neanche le altre imprese in precedenza considerate quali inserite nel circuito criminale perché tutte collegate fra di loro al raggiungimento dello scopo unico, cioè del massimo guadagno dell'organizzazione stessa. Non di meno ci si assicurava ugualmente il risultato, a fronte di sempre possibili comportamenti diversi dalla programmazione iniziale, con l'inserimento nella c.d. "griglia di gara" di società controllate che garantivano il bilanciamento dei ribassi. Tra queste le già note FONDEDILE S.p.A. di Napoli, la POLLARA COSTRUZIONI S.n.c. di Prizzi e la DUE ERRE COSTRUZIONI S.p.A. di Palermo. Di queste due, infatti, sono titolari rispettivamente POLLARA Castrenze fu Antonino, nato a Prizzi il 18.11.1936 ivi residente salita Crocifisso nr. 35, pregiudicato e ROSSELLI Matteo di Giuseppe, nato a Casteldaccia l'11.10.1943 ivi residente via Lungarini nr. 150, pregiudicato, entrambi denunciati, successivamente inquisiti da codesta A.G., per associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d'asta per l'illecito accaparramento di appalti, di cui al r.g. n. 2741/50-1988 del 11/07/1989 della 2ª Sezione del Nucleo Operativo del Gruppo CC Palermo I (vds. all. nr. 128).

Ulteriore conferma a quanto sopra indicato lo forniva la telefonata delle ore 18.27 del 5.2.1990 intercettata sull'utenza della COFAPI S.r.l. di Campofranco, nella quale Li Pera conversa con il geometra Alfredo Falletta.

omissis -;

l. mah... due cose... ehhh... è arrivato... ehhh... l'invito per la prima...;

f. sì;

l. cosa dobbiamo fare?...;

f. mah... la prima... ehhh.

l. sì... ma lo so... una cosa dobbiamo fare... dico...

f. aspettiamo ancora qualche giorno...;

l. ehhh... perché il 28 è...;

f. sì, sì lo sa;

l. ehhh... va bene... per tutto il resto è okay... io domani sono a Cefalù da quel signore che le avrà detto l'avvocato;

f. sì;

l. che dobbiamo...;

f. sì;

l. scoperto che... è amico nostro...;

f. amico nostro...;

l. quindi... non ci sono problemi...;

f. è amico nostro... meno male...

l. non ci sono problemi...

f. quindi, noi ci sentiamo... dopodomani ci sentiamo...;

l. ehhh... se io sono in giro comunque la chiamo io...

f. va bene...;

omissis - (vds. all. nr. 129 e 130).

Alle 18.37 del 9.2.1990 Li Pera chiama CANI, alla sede di Udine, e con lui si intrattiene nella definizione di accordi per una serie di gare di appalto da svolgersi in Sicilia.

omissis -

l. ehhh... ehhh... mi hanno mandato un fax... Claudio... non so se te ne ha parlato...;

c. no.

l. scrivi... provincia regionale di Trapani...;

c. sì...;

l. 593.356...

c. sì;

l. lui dice qua... COGER Roma... Gentile SALAMONE...;

c. mmm...

l. che non è di Trapani... ma è di Agrigento...;

c. sì;

l. io direi che noi... mmm... perché Claudio dice... se sei d'accordo... diciamo di sì... io dico... diciamo sì... però debbono venire a trovarci.

c. ehhh...;

l. Perché... perché almeno li conosciamo... la prossima volta sappiamo a chi andare a rompere le scatole...

c. ho capito...

l. perché siccome sicuramente sono... quelli di qua che fanno tutto... che vengono no...;

c. mmm...

l. poi se Claudio sì... dovesse decidere che non è il caso di disturbarli... però... io ritengo che debbono venire qua...;

c. va bene...

l. d'accordissimo...;

c. sì;

l. ohhh... poi un altro... ehhh... questo diciamo era... era stato già anche lui a Roma... Palagonia...;

c. sì...

l. 3 miliardi e 530 circa... un attimo che ti dico il discorso...

la conversazione si interrompe per circa 40 secondi -

Poi riprende:

l. pronto...; c. sì...

l. sì... allora scrivi questo nome... ing. Mariano INCARBONA...;

c. tutt'uno?.

l. sì...

c. Mariano Incarbona...;

l. Incarbona sì... tutt'uno...;

c. sì;

l. okay...;

c. sì...;

l. quindi ovviamente dovremmo... sì... ringraziare...

c. okay...;

l. d'accordo...;

c. sì...;

l. ho ricevuto la tua documentation...;

c. ehhh... che forte...;

l. ehhh... senti però tu... c'è una cosa che ancora mi manca... che dovevi fare...;

c. sì... cosa...;

l. DONNAFUGATA...;

c. no... l'ho già fatto...;

l. e allora...

c. allora... è dentro... nella prima delibera.

l. mmm...

c. ma venti giorni fa... l'hanno cambiata...;

l. mmm...

c. ed è ancora segreta.

l. mmm...

c. aspetto che me la diano... o lunedì o martedì... che sono a Roma... dovrebbero darmela...;

l. ecco... mi fai un fax... immediatamente...;

c. sì... se riesco ad averla... sì...;

l. ma cosa è esattamente... hai capito... cos'è una promessa di finanziamento...;

c. no... no... no... è dentro la delibera CIPE... della terza annualità del...;

l. addirittura...;

c. sì... sembra che sia finanziata...

l. mah... infatti... sì... così... i lavori... ma sì... radio scarpa... è questo diciamo...

c. perfetto... però siccome... 20 giorni fa... l'hanno cambiata... il tizio amico nostro... dice... non ti do niente... perché prima voglio essere sicuro...

l. non è così semplice, comunque...;

c. comunque vedi tu...;

l. okay...;

c. okay;

l. allora io non mi muovo;

c. no... non ancora;

l. perfetto.

(vds. all. nr. 131)

Il 26/03/1990 alle ore 12.00, il comune di Palagonia appaltava i lavori di completamento della strada esterna dalla SS.385 alla contrada Tre Fontane, dell'importo di lire 3.570.000.000. La gara veniva aggiudicata all'impresa ingegnere Matteo SANTAGATI & C. S.p.A. con sede in Catania via Palermo nr. 156. Alla licitazione privata faceva richiesta di invito la RIZZANI, ma non presentava, poi, alcuna offerta (vds. all. nr. 132).

Sul conto dell'impresa aggiudicatrice dell'appalto sono in corso ulteriori indagini al fine di stabilire il suo organico inserimento nell'organizzazione.

Il rispetto delle gerarchie e la rigida compartimentazione delle attività nell'ambito di "Cosa Nostra", per quanto attiene al controllo degli appalti, veniva perfettamente materializzato dalla telefonata delle ore 10.47 del 6.2.1990 nella quale Falletta Alfredo, dalla sede della COFAPI di Campofranco (CL), chiama lo 0921/22027 intestata a "Ponti e Viadotti S.p.A.", contrada Granata 33 - Cefalù, e discute con Giuseppe Li Pera.

l. pronto,

f. Falletta sono...;

l. eh... geometra... buongiorno... senta io stasera vorrei vedere l'avvocato perché ci sono dei grossi problemi.

f. mmm...

l. credo che qualcuno qua si sta muovendo maluccio...

f. ehhh...;

l. uhhhh... da quello che ho recepito oggi qui... che la cosa è poco tranquilla...;

f. ho capito...;

l. quindi prima che la cosa... diciamo possa degenerare... è giusto che io vi riferisca tutto... ehhh... siccome io purtroppo... da domani a venerdì... che domani mattina presto parto per Catania... ehhh... sono... eh... irreperibile... eh... questa sera alle 8.30 (20.30) volevo vedere l'avvocato per dirgli che... mezza...;

f. va bene...

l. le cose che vi deve riferire...

f. va bene alle otto e mezza...;

l. alle otto e mezza...

omissis - (vds. all. nr. 133)

La "Ponti e Viadotti" veniva costituita il 27.10.1981 da Alessandro ROVERA, nato a Massa Marittima il 02.10.1954 residente ad Oltrana al Lago (VA) in via Orione nr. 28, ed altri con capitale sociale iniziale di lire 20 milioni, portato a 200 milioni nel maggio 1982.

Nell'ottobre dello stesso anno veniva costituita la nuova sede in Trasaghis (UD) in via delle Roste Nuove s.n., con rappresentante l'ing. Rovera Alessandro. Trasferita la sede sociale presso quest'ultimo indirizzo, l'assemblea generale straordinaria nomina quali componenti del Consiglio di Amministrazione: BONAZZA Marina, vedova De Eccher, nata a Breguzzo il 10/03/1923, De Eccher Marco, nato a Bolzano l'11/11/1957, De Eccher Daniela, nata a Bolzano il 13.8.1952, CASSANI Sandro nato a Gavirate (VA) il 6.6.1936 e MACCHI Romualdo nato a Pisa il 18.2.1923.

L'anno dopo la sig.ra Bonazza veniva nominata Presidente ed Amministratore delegato con tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione. Nel novembre 1981 vengono nominati Direttori Tecnici il predetto De Eccher Marco, FAUSTETTI Fausto, nato a Feltre (BL) l'11.2.1948 ed ASQUINI Fabio nato a Venezia il 22.7.1947.

Il 21.5.1985 veniva deliberato di aumentare il capitale sociale a lire 1 miliardo interamente posseduto dalla famiglia De Eccher per quote pari a 768.000 azioni alla Rizzani De Eccher S.p.A. e 32.000 alla De Eccher S.p.A.. Due mesi dopo il capitale veniva aumentato a lire 2.100.000.000 con l'emissione nr. 1.100 azioni offerte agli azionisti. Nel consiglio di amministrazione entrava FABBRO Renato, nato a Mereto di Tomba l'1.8.1949 e veniva nominato consigliere DEFFENDI Gianfranco, nato a Padova il 19.3.1942, entrambi già inseriti nei ruoli della Rizzani De Eccher. L'11.7.1988 la "Ponti e Viadotti" veniva incorporata nella predetta previo annullamento delle sue azioni già di proprietà della Rizzani sulla base delle rispettive situazioni patrimoniali alla data dell'1 gennaio 1988 (vds. all. nr. 134).

Il 13.2.1990 alle 17.02 il geometra Falletta chiamava lo 091/6962072 e parlava con un individuo successivamente identificato in RUGGERI Salvatore Felice di Rosario e di DI GIACOMO Carmela, nato a Monreale il 23.9.1942, residente a Palermo in via Gaetano Pernice nr. 1/3, coniugato, vice-segretario Pubblica Amministrazione, utente del numero sopra indicato corrispondente all'interno 2072 degli uffici della Regione Siciliana.

f. pronto... Alfredo sono...;

r. ciao Alfredo...;

f. ciao... senti un po' ti volevo chiedere una cosa io... quel preventivo là... quello di 4 e 6...;

r. ehhh...;

f. mi segui no?...;

r. ehhh...;

f. deve rimanere 4 e 6 oppure 4.950?...;

r. ahhh... già... vedi... io già me la sono dimenticata questa cosa...;

f. ehhh...;

r. boh... va beh... l'aggiustiamo, non ti preoccupare...;

f. ehhh... come dobbiamo fare...;

r. ma voi non avete fatto niente?...;

f. sì... l'abbiamo fatto...;

r. ma perché si doveva portare a 4.950?

f. niente perché...

r. perché non ci si faceva a 4 e 6...;

f. no...

r. ehhh... va bene... 4.950.

f. 4.950... va bene così allora... va bene...;

(vds. all. nr. 135).

Considerata l'attività imprenditoriale del Falletta appariva chiaro come il suo contatto con il Ruggeri fosse finalizzato esclusivamente all'ottenimento di informazioni utiles alla preparazione di gare di appalto, stante la dipendenza del RUGGERI dall'Ente preposto a fissare i parametri entro i quali realizzare il bando di gara. Ancora una volta, cioè, era la Pubblica Amministrazione che si uniformava alle esigenze dell'impresa e non il contrario.

Il 14.2.1990 alle ore 10.16 Calogero CANGELOSI chiamava Alfredo Falletta e si intratteneva con lui circa problemi relativi all'iscrizione all'Albo Nazionale Costruttori ed alla gestione di gare di appalto. In particolare il Cangelosi, su cui già si è interloquito e che nel corso delle indagini si rivelerà un personaggio di notevole spessore nell'ambito del sistema di controllo dei lavori pubblici, si rivolgeva al Falletta per ottenere l'intermediazione, tramite un personaggio romano, probabilmente inserito nella struttura dell'Albo Nazionale dei Costruttori, per ottenere un'iscrizione superiore alle reali capacità dell'impresa, ed in particolare per la categoria 6 e 10/d per lire 6 miliardi e 3 miliardi per quanto riguarda le imprese riunite. Tale problema investiva anche la Intercantieri di Vittadello Sergio essendo il Cangelosi in contatto con lui per il tramite del Falletta per la realizzazione di una associazione.

omissis -

c. ma è nella Gazzetta... aspetta un attimo... (Cangelosi chiede al suo impiegato: in quale Gazzetta è... quella di Sciacca...)... siccome... ahhh... vogliono 6 miliardi per le imprese singole, vogliono 6 miliardi di iscrizione all'Albo... e 3 miliardi sistemazione idraulica... hai capito?... e allora non so andando sul posto e facendosi spiegare... associazioni... quando devono avere perché le associazioni non è che devono avere 6 miliardi e 3 miliardi...;

f. va beh lo dico a Vittadello e la facciamo insieme...;

c. cioè bisogna... ehhh... di arrivare con l'iscrizione a quell'importo... così dice l'associazione...

omissis -

Per questo motivo il Falletta invita Cangelosi a recarsi con lui a Roma il 22 successivo "...se giorno 22 ci puoi venire io intanto te lo presento... e cominciamo a pigliare contatto...". (vds. all. nr. 136).

Anche da questa circostanza particolare emergeva chiaramente come l'organizzazione potesse disporre di "appoggi" nelle sedi più opportune per l'ottenimento di facilitazioni atte al superamento delle imposizioni legislative previste per i lavori pubblici. Uno dei punti di maggiore interesse stava proprio nella figura di questo personaggio del Ministero dei Lavori Pubblici che riesce a manipolare le iscrizioni all'Albo.

Tale attività non presenta difficoltà particolari in quanto l'ottenimento dell'iscrizione ad una determinata categoria scaturisce dalla presentazione di certificati attestanti l'esecuzione di lavori simili per caratteristiche a quelli per i quali si richiede l'iscrizione. Tali certificati oltre ad essere facilmente ottenibili possono aversi semplicemente con la creazione di associazioni temporanee di imprese per cui, l'impresa più piccola, pur eseguendo minime parti di lavori di ben più grandi dimensioni, fa valere come titolo di merito la capacità imprenditoriale dell'impresa a lei associata.

In pratica riuscendo ad ottenere l'abbinamento del proprio nome a quello di una grossa società, anche solo sulla carta, con l'aiuto del funzionario revisore la pratica presso l'Albo, si ottiene il certificato di iscrizione. Tale metodica veniva perfettamente evidenziata dalle indagini svolte a carico di Vito Calogero Ciancimino e Romolo Vaselli, per quanto attiene l'impresa ICES S.r.l. che, proprio con il sistema sopra evidenziato, riusciva ad ottenere idonee certificazioni per il successivo inserimento sul mercato palermitano (vds. r.g. nr. 2567/14 e segg.).

L'ultima considerazione riguarda proprio la INTERCANTIERI S.p.A. di Limena (PD). Come si dimostra ampiamente nel capitolo dedicato alla COFAPI ed alle sue attività, la prima altro non è che uno strumento dell'organizzazione per l'uso "della sua immagine nazionale" nel territorio siciliano. Essa infatti si dimostra essere interamente gestita e controllata, per il tramite del Falletta, come visto per la società FONDEDILE di Napoli. Non conviene, altresì, dimenticare che uno dei responsabili della ditta padovana è VITTADELLO Sergio, nato a Padova il 3.4.1937, residente a Selvazzano Dentro in via Fogazzaro nr. 18, pregiudicato perché tratto in arresto su Ordine di cattura della Procura della Repubblica di Venezia per falsa testimonianza nell'ambito di ben più vaste indagini condotte dai militari di quell'Arma in merito ad una serie di appalti gestiti in quel centro ed in cui il Vittadello risultava essere coinvolto.

Anche in questo caso la scelta "dei collaboratori esterni" ricadeva su persone che garantissero la sussistenza di adeguati requisiti di affidabilità interna.

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