Il reportage

L’abbandono è il vero nemico: il paradosso ecologico del Delta del Po

Foto Francesca Ciancio
Foto Francesca Ciancio
Foto Francesca Ciancio

Nel delta veneto, le valli da pesca sono ambienti di transizione nati dall'ingegneria del Rinascimento. Oggi siccità, granchio blu, costi di gestione e ricambio generazionale minacciano un patrimonio unico. Ma la soluzione non è la museificazione: senza uomo, l'ecosistema muore

Per chi le osserva dalla sponda, le valli da pesca del Delta del Po appaiono come la massima espressione di una natura ancestrale e selvaggia, sospesa tra le nebbie della foce e i riflessi dell’Alto Adriatico. Ma si tratta di un’illusione ottica. Questi luoghi sono, in realtà, tra i più complessi capolavori di ingegneria idraulica realizzati dall’uomo. Grandi bacini cinti da argini, situati al di sotto del livello del mare a causa della subsidenza, creati a partire dal Rinascimento sotto la regi