alla ricerca di terre rare

L’anello debole della transizione ecologica europea sono le filiere delle materie prime

Nel 2030 almeno il 42,5 per cento dell’energia immessa in Ue dovrebbe arrivare da fonti rinnovabili e nel 2050 l’insieme dei 27 paesi membri dovrebbe raggiungere le emissioni nette zero. Ma senza materie prime questi traguardi sono irraggiungibili. Senza litio, nichel, cobalto e rame non esistono batterie, turbine eoliche, pannelli solari né tecnologie per l’elettrificazione.

C’è un punto cieco nella strategia climatica europea: mentre Bruxelles prova a spingere su rinnovabili, mobilità elettrica e digitalizzazione – nonostante i rallentamenti degli ultimi mesi – la base materiale di questa trasformazione è piuttosto fragile. È la conclusione del recente rapporto della Corte dei conti europea sulle materie prime critiche: la transizione ecologica dell’Ue non poggia su basi sufficientemente robuste. Per capire i motivi di questa vulnerabilità, i dati da conoscere sono

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