Dal 2010, oltre 200 miliardi sono stati presi dalle nostre bollette per disseminare di pale e pannelli alcuni dei contesti più preziosi del Paese, con effetti insignificanti sulla decarbonizzazione globale. Colpisce nell’odierno WWF l’incapacità di interrogarsi con coraggio sulle nefaste conseguenze, culturali ma anche sociali, di una trasformazione irreversibile
Caro WWF, scrivo con un sentimento che mescola gratitudine e incredulità. Gratitudine per ciò che il WWF ha rappresentato in Italia e in parte ancora rappresenta: una delle esperienze più limpide di difesa della natura. Incredulità nel vedere oggi un’associazione che, agli occhi di chi le è stato vicino, appare talvolta irriconoscibile. Mio padre, Fulco Pratesi, considerava il paesaggio italiano un bene primario, non replicabile. Aveva ben chiaro che l’installazione di impianti rinnovabili non d

