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Vivere e abitare i margini, così si possono superare le etichette sulle periferie

Una foto dal quartiere Barona di Milano - Credit Alex Majoli
Una foto dal quartiere Barona di Milano - Credit Alex Majoli
Una foto dal quartiere Barona di Milano - Credit Alex Majoli

I margini non sono un quartiere o una periferia, sono spazi economici, politici, sociali e a volte anche geografici. I margini possono essere tutte queste cose insieme. Mentre la tentazione è quella di inglobarli o pulirli, l’ambizione deve essere quella di lavorare sul diritto al futuro di chi li abita, a partire da ragazze e ragazzi

Ci sono i territori, ci sono le persone che li abitano e c’è l’immaginario che costruiamo intorno. Ci sono parole che assumono pesi e valori differenti a seconda delle bocche che le pronunciano e delle orecchie che le ascoltano. Periferia è una di queste parole. Ma chi decide cos’è la periferia? È una domanda che si pone Martina Micciché in Femminismo di Periferia e una risposta che dà è che «la periferia non si è autodefinita, ma è stata definita». Parole che determinano esistenze e futuri. Cai

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