Il castello di Bellevue va restaurato, di conseguenza tutto quel che non è fisso va rimosso: il presidente federale Steinmeier sta facendo le valigie, ma far traslocare la prima carica dello stato è un’impresa. E non vanno dimenticate le lavatrici
- Questo articolo fa parte di La Deutsche vita, la nostra newsletter sulla Germania e il dibattito europeo: ogni martedì un’analisi dei fatti più importanti della settimana (e di come vengono raccontati dalla stampa) nel mondo tedescofono. Iscriviti qui
Immaginate il trasloco del Quirinale. Mobilio, dati, archivi, cucina, vita degli inquilini da portare altrove. È quello che sta succedendo a Berlino, dove a breve Frank-Walter Steinmeier lascerà il castello Bellevue, la sede della presidenza federale. Il palazzo, che dispone di un grande parco circostante, deve essere sistemato e rinnovato: un progetto che durerà otto anni e costerà oltre 600 milioni di euro.
Lo Spiegel pubblica un appassionante racconto che spiega come si spostano 950 metri lineari di materiale solo di archivio. Per non parlare di stoviglie, biancheria da tavola, mobili, quadri, un pianoforte a coda, diverse lavatrici e asciugatrici e una cantina intera. Le opere d’arte prestate alla residenza tornano nei depositi, mentre rane e tritoni che finora abitano un laghetto che sarà asciugato sono già stati ricollocati da esperti in altri ambienti.
Il presidente è ancora in sede, ma sta iniziando a fare le valigie, oltre a scartare quel che non ha intenzione di portare con sé. Per lui sarà un addio definitivo, considerato che a marzo scade il suo secondo mandato: il settantenne Steinmeier, amico personale di Sergio Mattarella, ha alle spalle una lunga carriera politica. È venuto a Berlino da Hannover nel 1998, quando era a capo della cancelleria di Gerhard Schröder, dove è rimasto per sette anni. Poi otto anni al ministero degli Esteri e altri dieci alla presidenza federale.
Ora il suo posto di lavoro sarà da ricostruire in un nuovo edificio sulla Sprea, direttamente di fronte alla cancelleria, dotato di una facciata colorata di ceramica. Del castello, racconta al settimanale, gli mancherà il parco, che a volte ha facilitato le conversazioni più ostiche con certi ospiti internazionali. Il trasloco è affidato a un responsabile che da due anni pianifica lo spostamento di tutto quel che non è fisso dal castello, incluso un grande dipinto astratto violaceo davanti a cui avvengono tradizionalmente i giuramenti dei ministri (dal 1994, quando il castello è diventato ufficialmente la sede della presidenza, è successo oltre cento volte). Il dipinto, che copre tutta la parete, è noto a tutti dalle immagini televisive, e ora è stato rimosso, una sorta di addio definitivo.
Ora, i novecento scatoloni sono quasi pronti, anche se lo staff stava per scordarsi tre lavatrici e due asciugatrici che utilizzano le cucine presidenziali. Se ne sono ricordati al volo, mentre le 6.000 bottiglie di vino erano già incartate: d’altra parte, il cuoco deve essere pronto a organizzare banchetti di stato anche nella nova sede.
Tutti gli articoli de la deutsche vita
© Riproduzione riservata

