Una maglia della Mannschaft: il regalo di compleanno in ritardo del cancelliere al presidente americano fa di nuovo riferimento al legame degli antenati con la Germania. Per il momento, però, il gesto non sembra aver sbloccato il gelo tra Washington e Berlino
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Come sempre, un evento di portata mondiale come i Mondiali diventa anche un elemento di rilevanza nella politica internazionale. Gran parte della politica tedesca ha fatto ovviamente l’in bocca al lupo alla Mannschaft: il cancelliere ha giocato la carta un po’ cringe del reel con videochiamata ai giocatori, mentre martedì ha portato al G7 di Evian in Francia una maglia della squadra tedesca a Donald Trump, ricordandogli che «in fondo giochiamo per la stessa squadra». Non è la prima volta che il capo del governo tedesco, che a più riprese si è proposto come “sussuratore” di Trump, fa leva sulle origini tedesche degli antenati del presidente, la famiglia Trumpf.
Al suo primo viaggio a Washington, infatti, gli aveva portato il certificato di nascita di suo nonno incorniciato e forse l’occasione della consegna della maglia può essere il gancio per riaprire un canale con l’imprevedibile presidente americano. E così, Trump ha ricevuto il suo Trikot con il numero 47 (è il quarantasettesimo presidente) per l’ottantesimo compleanno. Per il momento, tuttavia, anche il gesto di Merz non avrebbe sbloccato il clima teso tra i due: all’orizzonte non è infatti previsto per ora nessun colloquio bilaterale.
Eppure, gli strali in arrivo dall’America verso la Germania non dipendono soltanto dalla Casa bianca. Anche Elon Musk ha una questione da risolvere: nel suo caso riguarda la Zdf, che secondo il miliardario l’avrebbe diffamato. Musk ha chiesto una dichiarazione di cessazione per impedire la reiterazione di dichiarazioni considerate lesive. Al centro della questione c’è una puntata del programma Zdf-heute live: nella trasmissione la conduttrice aveva affermato che, dopo i disordini a Belfast, «una folla razzista si è messa a caccia di migranti», sostenendo che all'azione avessero incitato «un estremista di destra britannico e il miliardario tecnologico Elon Musk». Dopo le critiche arrivate anche da giornalisti e osservatori dei media la Zdf aveva riconosciuto che la formulazione utilizzata fosse «imprecisa e quindi suscettibile di fraintendimenti».
Sempre in tema calcio a restare negli annali degli auguri è in realtà Angela Merkel. Con l’inizio dei Mondiali, infatti, ha ripreso a circolare una clip di un vecchio discorso di Capodanno 2006 della cancelliera, in cui Merkel spiega con un sorriso beffardo che «in fondo la nazionale femminile è già campionessa del mondo, non vedo perché gli uomini non debbano essere in grado di raggiungere le stesse prestazioni delle donne».
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