Le parole che gli italiani avvertono come prioritarie per pensare e costruire il futuro sono costruttive e prospettiche, guidate dal bisogno di pace, dalla ricerca di sicurezza, dall’esigenza di giustizia sociale e dalla voglia di una rinvigorita democrazia
Fermi, inermi, spaventati, fortemente disillusi, alla ricerca di tranquillità, di un po’ di leggerezza e serenità. Se, agli italiani, il presente appare scarno e talora opprimente, il futuro prende le forme di una nebulosa grigia, piena di insidie e di trasformazioni faticose da gestire. Una dimensione minacciata da crisi globali, cambiamenti climatici e guerre, ma anche da una crescita esponenziale delle disuguaglianze sociali e della ricchezza concentrata in piccole e distaccate élite. Al prim


