La domanda giusta non è se serva più o meno flessibilità. La domanda vera è un’altra: quale tipo di flessibilità aumenta davvero occupazione e produttività, invece di limitarsi a ridurre salari, aumentare turnover e sostenere imprese meno efficienti?
Per anni abbiamo detto che più flessibilità del lavoro avrebbe creato più occupazione. Che rendere più facile assumere, soprattutto con contratti temporanei, avrebbe aperto il mercato ai giovani, ridotto le rigidità e reso l’economia più dinamica. Era una promessa seducente: se per le imprese diventa meno rischioso assumere, allora assumeranno di più. Era una promessa semplice. Ed era, in larga parte, sbagliata. A mostrarlo con chiarezza è lo studio di Diego Daruich, Sabrina Di Addario e Raffael


