Negli ultimi anni, anche grazie al Pnrr, l’Italia ha investito molto in edifici e digitalizzazione. Interventi importanti, ma non sufficienti. Il nodo centrale non è però infrastrutturale. È didattico e organizzativo
L’intesa economica del nuovo contratto nazionale della scuola, firmata il 1° aprile, interviene ancora una volta in modo lineare sulle retribuzioni. È un passaggio importante. Ma non è lì che si gioca la partita. Negli ultimi anni la scuola è tornata al centro dell’attenzione pubblica: rinnovi contrattuali, risorse aggiuntive, investimenti del Pnrr su edifici e digitalizzazione. Ma il nodo principale resta sostanzialmente invariato: il legame tra ciò che il sistema assorbe e ciò che produce in t

