Economia

La voce dell’ultimo operaio: requiem per Mirafiori

Un'immagine del 1953 delle linee di assemblaggio dello stabilimento di Mirafiori (foto Ansa)
Un'immagine del 1953 delle linee di assemblaggio dello stabilimento di Mirafiori (foto Ansa)
Un'immagine del 1953 delle linee di assemblaggio dello stabilimento di Mirafiori (foto Ansa)

Nel suo ultimo libro Niccolò Zancan racconta dal fine della «grande fabbrica». Il suo più che un saggio è un «canto». La storia narrata da chi ha vissuto gli anni d’oro dello stabilimento Fiat e gli ultimi decenni di lenta agonia

Forse non c’era un altro modo per farlo. Per raccontare una fine serviva una voce intrisa di «amore e di fantasmi». E Niccolò Zancan, giornalista della Stampa, ha deciso di usare quella dell’«ultimo operaio». Così più che un saggio, il suo libro, edito da Einaudi,  è un «canto». Una sorta di Antologia di Spoon River di una Torino che fu e di una fabbrica, quella di Mirafiori, che col passare dei giorni, sta morendo. Requiem per un impero defunto. Quella voce, in realtà, è una polifonia. «Gli ult

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