Dazi e reshoring

Il «trumpismo imprenditoriale»: le aziende Usa lasciano l’Italia e bruciano posti di lavoro

Dal nord-ovest, al nord-est, sono ormai diversi i casi in cui gli americani hanno levato le tende. «Queste multinazionali fanno shopping di imprese locali e poi se ne sbarazzano, relegando il made in Italy a una sottomarca»

Davide Bonardo ha 53 anni e una figlia di 17. È ingegnere, lavorava da una vita in Cerence, a Torino. Finché quel giorno di settembre è stato convocato con i suoi 53 colleghi a una riunione online. «Dieci minuti in tutto», racconta: sullo schermo è apparso il vicepresidente del gruppo Usa con sede in Massachusetts e quotato al Nasdaq. Ha letto un comunicato sulla decisione di chiudere gli uffici in Italia. I presenti hanno alzato la mano per fare domande, ma il manager, «con una freddezza in pie

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