il Reportage da la spezia

Studente ucciso a La Spezia, i coetanei contro i razzisti: «I coltelli? Non c’entra l’etnia»

Viaggio nelle scuole spezzine a una settimana dall’accoltellamento in classe di Abanoub. I ragazzi: «Il problema è l’intenzione, non l’arma». L’esperta: «Serve educare alle emozioni»

«Cosa provo? Rabbia, sono incazzato nero, Aba era un mio amico, ho perso un amico, l’ho perso», racconta L., 17 anni, «sto veramente malissimo e dei metal detector penso che sia una grandissima cavolata perché le armi puoi farle in mille modi». È trascorsa una settimana esatta dall’uccisione del giovane Youssef Abanoub, accoltellato in classe da un coetaneo. E tra i giovani delle scuole superiori spezzine, «emerge ancora rabbia intensa, odio e bisogno di giustizia o vendetta», racconta Aline Cid

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