Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni. Potete seguirlo su questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Questa serie è incentrata sul generale Carlo Alberto dalla Chiesa ucciso quarant’anni fa il 3 settembre del 1982.


«Con l’antimafia non si mangia», dicono in una Palermo che fra false piste d’indagine e polemiche velenose si trascina verso altre stragi.

Un mese dopo la morte del generale un «supertestimone» rivela come è stato ucciso dalla Chiesa. Accusa anche un contadino calabrese di essere uno dei sicari. Ma si è inventato tutto.

È un uomo di Bergamo, Giuseppe Spinoni. Giura di avere assistito all’agguato, nascosto sotto un’auto. Dice che ha visto in

faccia gli assassini.

Scoprono che è un bugiardo quando, una mattina, lo portano a fare un sopralluogo. Ma non in via Isidoro Carini, dove c’è stato l’attentato. Da tutt’altra parte, a Porta Carini. Il «superteste» comincia a ricostruire la scena della strage. E l’arrestano per falsa testimonianza.

Un mitomane o un tentativo di depistaggio?

Un anno dopo vengono pubblicati dal settimanale L’Espresso i diari di Carlo Alberto dalla Chiesa. Lì dentro c’è tutto il suo tormento.

Sono citati i personaggi che l’hanno osteggiato. Parla di Giulio Andreotti («Non avrò riguardi per i suoi grandi elettori») e di «uno Stato che non vuole debellare una politica mafiosa».

Fra le carte ci sono anche stralci delle lettere alla prima moglie, Dora: «Mi sono trovato ad un tratto a casa d’altri, che da un lato attende dal tuo Carlo i miracoli e dall’altro va maledicendo la mia destinazione e il mio arrivo…».

L’inchiesta sull’uccisione di Carlo Alberto dalla Chiesa si ferma a un mandante: Totò Riina.

Il resto è inviolabile.

Nel 1993, il pentito Tommaso Buscetta svelerà un piano mafioso per uccidere il generale già nel 1979, delitto da far rivendicare alle Brigate Rosse.

S’indaga sull’esecuzione di Mino Pecorelli, voluta dagli esattori di Salemi, i cugini Salvo, per fare un «favore» a Giulio Andreotti.

Il caso dalla Chiesa e il caso Pecorelli vengono collegati alle carte di Moro ritrovate nel covo di via Monte Nevoso.

Mezze verità, mezze falsità, mai una certezza.

Si mischiano i misteri d’Italia intorno all’omicidio del generale.

Si scopre tutto e niente

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