Il premier Mario Draghi tace e come al solito il suo silenzio va interpretato come quello dei gatti che guardano fuori dalla finestra.

Il ministro della Salute Roberto Speranza tace e del resto siamo solo alle prese con un’emergenza sanitaria, perché mai dovrebbe parlare il ministro della Salute, che magari sta facendo ambo a tombola e lo disturbiamo pure. In compenso parla il generale  Francesco Paolo Figliuolo, commissario all’emergenza Covid, e almeno ora sappiamo perché ha la mimetica: gli serve, la mimetica, per difendersi dal rinculo delle perle che spara.

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Ecco. Mentre succede tutto questo, gli italiani da nord a sud sono piombati nel peggior gorgo burocratico-sanitario che mai si potesse immaginare. Un gorgo del quale forse il premier Draghi, nella sua teca di intoccabilità come la Monna Lisa, non si è accorto.

Mi permetto dunque di porgli alcune domande.

  1. Milioni di italiani sono allo sbando, ignorati dalla sanità pubblica, in coda per i tamponi compresi ammalati, anziani, donne incinte e con bambini. Chi sta a casa non riesce a comunicare con le Asl. Le agognate vacanze dopo due anni di inferno, si sono trasformate in un inferno. Come mai lei non ritiene necessario dire due parole di conforto agli italiani in difficoltà?
     
  2. Molti italiani col Covid non riescono a fare il tampone in tempi brevi, per cui la loro positività inizierà, per la burocrazia, molti giorni dopo aver contratto il Covid, allungando la quarantena. Altri non riescono a prenotare il tampone di fine quarantena, per cui rimarranno a casa ben oltre i tempi previsti dalla legge, anche se negativi. Di fatto, sono sotto sequestro. Molti hanno attività e non possono riaprirle. Non le sembra una situazione così grave da richiedere un intervento o, almeno, una sua dichiarazione?
     
  3. Chi ha possibilità economiche risolve il problema dei tamponi rivolgendosi ai laboratori privati, con costi che vanno da 80 a 200 euro a tampone. Questo libera dalla quarantena in tempi giusti solo le famiglie che possono permettersi una spesa che può arrivare a più di mille euro. Le sembra degno di un paese civile lasciare indietro i meno abbienti?
     
  4. Lei che è l’europeista per antonomasia, si è accorto che praticamente tutti i paesi d’Europa hanno un sistema efficace per tamponare la popolazione, con tendoni lungo le strade e distribuzione anche gratuita di tamponi rapidi?  Come mai l’Italia si è fatta cogliere così impreparata?
     
  5. Noi che, ligi alle regole di buonsenso, abbiamo fatto tre dosi di vaccino non avremo la quarantena obbligatoria se a contatto con positivi. Ma questo da una data imprecisata. Nel frattempo, dobbiamo stare a casa una settimana anche se asintomatici. Abbiamo perso buona parte delle ferie e disdetto le vacanze, perdendo soldi. In compenso, fino al 10 gennaio, i No-vax possono andare in alberghi e viaggiare col loro green pass ottenuto con tamponi rapidi che si sono rivelati inaffidabili, perché guai a rovinare le loro vacanze. Le sembra equo?
     
  6. Le sembra normale che contatti stretti, liberi di andare in giro se vaccinati con tre dosi,  siano considerati sia i conviventi di un positivo che persone che magari hanno preso un caffè al bar con un positivo?
     
  7. Le sembra normale che le scuole brancolino nel buio, che non esistano protocolli chiari, che presidi e insegnanti diano indicazioni contraddittorie perché ricevono indicazioni contraddittorie? Come pensate di riaprire le scuole in questa situazione di caos burocratico e sanitario?
     
  8. Davvero ritiene credibile che il generale Figliuolo possa garantire screening nelle scuole di tutto il paese? E, soprattutto, non le viene il dubbio che l’unico modo per tenere le scuole (parzialmente) aperte sia NON fare screening nelle scuole? Ha idea di quanti ragazzi e bambini positivi asintomatici ci saranno nelle scuole?
     
  9. Il governo ha stanziato 5 milioni di euro che saranno impiegati per l’acquisto di mascherine Ffp2. E quanto dureranno, un mese?
     
  10. I tamponi rapidi, nello screening per Omicron delle ultime settimane, si sono rivelati altamente inefficaci. Come è possibile ritenere ancora il green pass dei lavoratori no-vax, ottenuto con tamponi rapidi, sufficiente per proteggere i luoghi di lavoro?
     
  11. Non controllano il green pass nei ristoranti, chi controllerà l’utilizzo delle mascherine Ffp2? Chi farà scendere dai treni e dai bus chi non le ha, rischiando talvolta l’incolumità?
     
  12. Le sembra normale che le vostre decisioni siano partorite in maniera così incomprensibile? Perché va bene che siamo tutti chiusi in casa e abbiamo del tempo libero, ma preferiremmo guardarci una serie su Netflix che interpretare il vostro decreto come fosse la tavoletta con testo cuneiforme ritrovata nell’antica Mesopotamia, vicino al fiume Eufrate. 

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