È finita con una contestazione della ministra dell'Università Anna Maria Bernini da parte degli studenti all'inizio del suo intervento ad Atreju. «Con il semestre filtro rischiamo di perdere un anno», hanno urlato i giovani in mobilitazione contro la riforma di accesso alla facoltà.

«Sapete come diceva il presidente Berlusconi? Siete sempre dei poveri comunisti. Prima di contestare fatemi parlare. Questo dimostra la vostra inutilità», ha replicato la ministra che è poi scesa dal palco per parlare con gli studenti. Le opposizioni la incalzano: «Davanti a ragazze e ragazzi che protestano legittimamente contro una riforma rivelatasi un colossale flop, la ministra ha pensato bene di rispondere insultandoli», accusano la deputata Pd Irene Manzi e il senatore Pd Francesco Verducci.

Da giorni gli studenti sono sul piede di guerra per il caos all’accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, Medicina veterinaria e Odontoiatria in vigore da quest’anno. I prolbemi erano stati previsti dagli gli organi accademici, inclusa la Conferenza dei rettori e il Consiglio universitario nazionale. È infatti la prima volta che il meccanismo del semestre filtro, introdotto per selezionare gli studenti dopo l’abolizione del numero chiuso nazionale, viene applicato. Il rischio è che a gennaio il numero di iscritti a Medicina non coprirà i posti disponibili. 

Gli studenti dell'Unione degli universitari sono scesi in varie piazze d'Italia e a Roma davanti al Senato. «Lo avevamo detto fin dall'inizio che questo sistema sarebbe stato una truffa», ha commentato Antonio Caso, capogruppo M5S in commissione Cultura al fianco degli universitari. Per la segretaria Flc Cgil Gianna Fracassi, il ministero sta tentando di «mettere una pezza al macroscopico fallimento del nuovo sistema di accesso, peccato che è peggiore del buco».

Pochi promossi al primo appello

Le percentuali dei promossi al primo appello sono basse, soprattutto in fisica. All’Università Statale di Milano, su 3.173 studenti solo il 12 per cento ha superato Fisica. All’Alma Mater di Bologna la percentuale è del 10 per cento. A Catania si scende al 9,4 per cento, mentre a Bari i promossi in Fisica sono il 10,3 per cento. Un po’ meglio, ma non troppo, va a Palermo (13 per cento) e alla Bicocca di Milano (17 per cento). Anche le medie dei voti sono basse, spesso poco sopra la sufficienza: 21,9 in Biologia, 21,2 in Chimica, 21 in Fisica.

Secondo tentativo

La seconda prova del test di accesso a Medicina 2025 si è svolta il 10 dicembre dalle 11 alle 14. I tre esami – biologia, chimica e fisica – valgono sia per il libretto universitario che per la graduatoria nazionale che dividerà gli studenti tra i vari atenei. Dopo il numero elevato di bocciature e di voti bassi del primo appello, quasi tutti hanno ritentato uno, due o tutti e tre gli esami del semestre filtro della riforma Bernini. L’esito di questa seconda e ultima prova si saprà martedì 23 dicembre. In teoria solo chi ha preso almeno 18 in tutte le materie (chimica, fisica e biologia ) può entrare in graduatoria.

Il piano b

La ministra ha chiarito che «quella di oggi non è una sanatoria ma la naturale evoluzione di una riforma che deve aspettare di arrivare a tutte le fasi di attuazione: nel momento in cui noi avremo tutti i voti prima di Natale di tutti gli studenti che hanno partecipato al primo e al secondo appello, faremo la graduatoria e sulla base di quella vedremo chi entra subito». Chi entro il 28 febbraio «sconterà i suoi debiti d'esame e chi potrà scivolare sulle materie affini che sono già state indicate». Bernini ha anche ammesso che c'erano due errori nella prova di fisica del secondo appello «e nel caso della seconda domanda sbagliata, verrà riconosciuto un punto» per tutti. Mentre si preannunciano migliaia di ricorsi («ma i ricorsi fanno più comodo agli avvocati che agli studenti», ha messo in guardia Bernini), i legali Francesco Leone e Simona Fell, definiscono l'ipotesi del ministero dell'Università di ammettere a Medicina anche gli studenti insufficienti «illegittima e incostituzionale», perchè a loro dire «non è possibile modificare i criteri di selezione quando le due prove del “semestre filtro” sono ormai concluse e i risultati acquisiti. Dubitiamo – hanno osservato – che gli esperti e l'Ufficio legislativo del ministero possano partorire un provvedimento che verrebbe annullato dalla Corte Costituzionale».

Cosa prevedeva la riforma 

La riforma prevede l’accesso libero a tre corsi erogati tra settembre e ottobre: Fisica medica, Chimica e Propedeutica biochimica e biologia. Per accedere al secondo semestre però gli studenti devono sostenere gli esami a novembre e dicembre. Coloro che vengono promossi in tutti e tre gli esami possono entrare in una graduatoria per il proseguimento degli studi. Con questa riforma però, i promossi nelle tre materie sono risultati appena il 10 per cento degli iscritti, un numero molto inferiore a quello dei posti da coprire. 

Per poter assegnare a un esame universitario la funzione aggiuntiva di prova concorsuale, le legge prevede un esame scritto, uguale in tutta Italia, con 16 domande “a completamento” (frasi nelle quali manca una parola, che lo studente deve aggiungere) e 15 quiz a crocette.

© Riproduzione riservata