La Corte costituzionale apre un nuovo capitolo del caso Almasri. I giudici hanno dichiarato ammissibile il conflitto di attribuzione sollevato dalla Camera dei deputati in favore di Giusi Bartolozzi, ex capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, imputata per false informazioni al Tribunale dei ministri nella vicenda del generale libico Osama Almasri, arrestato in Italia e poi liberato e rimpatriato dal governo.

La decisione della Consulta non entra nel merito delle accuse né stabilisce se Bartolozzi dovesse beneficiare dello stesso scudo parlamentare invocato per i ministri, Nordio e Piantedosi, e per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Per ora la Corte si è limitata a riconoscere che il ricorso della Camera possiede i requisiti per essere esaminato. Il giudizio avverrà in una prossima udienza pubblica, che secondo quanto si apprende dovrebbe essere fissata dopo l’estate.

La vicenda

Il conflitto era stato sollevato dal parlamento lo scorso aprile. La Camera sostiene che la procura di Roma e il Tribunale dei ministri avrebbero dovuto chiedere l’autorizzazione a procedere anche nei confronti dell’ex capo di gabinetto di Nordio, considerandola concorrente nei reati contestati al ministro o comunque responsabile di un fatto funzionalmente collegato all’esercizio delle funzioni di governo. In sostanza, secondo la Camera, l’indagine su Bartolozzi avrebbe inciso su una prerogativa parlamentare: quella di decidere se autorizzare o meno il processo per fatti ritenuti ministeriali.

La procura di Roma aveva invece proceduto diversamente. Dopo la trasmissione degli atti da parte del Tribunale dei ministri, che aveva definito la testimonianza dell’ex dirigente di via Arenula inattendibile e mendace, i pm avevano emesso nei suoi confronti un decreto di citazione diretta a giudizio. La prima udienza era stata fissata per il 17 settembre davanti al giudice monocratico di piazzale Clodio, ma il procedimento resterà sospeso in attesa della decisione definitiva della Consulta sul conflitto tra poteri.

La Consulta dovrà stabilire se l’ex capo di gabinetto potesse essere trattata come una normale imputata o se, al contrario, la Camera sia stata privata del potere di pronunciarsi sull’autorizzazione a procedere, come accaduto invece con i ministri.

contro il Collegio per i reati ministeriali e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, relativo all’omessa richiesta di autorizzazione a procedere alla Camera dei deputati per Giusi Bartolozzi sul caso Almasri. La vicenda riguarda il torturatore libico arrestato su mandato della Corte penale internazionale e poi liberato dalle autorità italiane nel gennaio del 2025. All’epoca dei fatti, Bartolozzi era capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio.

Ora la Consulta fa sapere che il ricorso sarà trattato in una prossima udienza pubblica che sarà calendarizzata dopo l’estate. Il conflitto di attribuzione era stato sollevato dalla Camera dei deputati nell'aprile scorso. Per la vicenda Almasri l'avvio del processo a carico del sottosegretario Alfredo Mantovano, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio e dell'Interno Matteo Piantedosi, è fissato al 17 settembre davanti al giudice monocratico di piazzale Clodio. La ex dirigente di via Arenula, dimessasi nei mesi scorsi, è imputata per false informazioni al pubblico ministero.

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