Secondo i magistrati producevano certificati medici falsi per impedire che i migranti finissero nei Cpr. Perquisiti 23 medici, contestata anche l'associazione a delinquere. La destra attacca, gli ordini professionali ricordano che «i medici non sono ausiliari delle politiche di sicurezza»
Una lente puntata sul lavoro dei sanitari negli ospedali, iniziata con la vicenda giudiziaria che coinvolge otto medici dell’ospedale di Santa Maria delle Croci di Ravenna «per falso ideologico in atto pubblico» in merito ai certificati di inidoneità al trattenimento nei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr) di alcune persone migranti. Stamane, poi, il colpo di scena. La polizia ha eseguito più di venti decreti di perquisizione locale, personale e informatica in nove città. Secondo il comuni