amid è recluso nell’istituto minorile di milano

Diario di un “maranza” in carcere: «Voglio solo non essere un fallito»

Un frame della nostra docu-inchiesta \\\"Mare dentro\\\"
Un frame della nostra docu-inchiesta \\\"Mare dentro\\\"
Un frame della nostra docu-inchiesta "Mare dentro"

«Quella parola un poco mi offende, un poco mi identifica, ma soprattutto io non ho capito ancora cosa voglia dire», racconta il ragazzo. Il passato difficile, il presente in cella, i sogni per il futuro

Maglietta nera, filo di barba e capelli strafatti di gel. Amid, nome di fantasia, non sbaglia un congiuntivo. Pensa e parla bene. Cronache sciatte, talk compiacenti, forum e incontri di partito hanno lanciato l’allarme “maranza”. Ora addirittura il parlamento legifera usando questo marchio. Amid è uno di loro. Un maranza, un perduto, un reietto.  «Chiamarli così è un modo facile per dare un’etichetta a ragazzi alla ricerca disperata di identità, perché sono ragazzi sui quali possiamo ancora scri

Per continuare a leggere questo articolo