Un guasto alla linea, circolazione rallentata per un inconveniente tecnico a un treno, in altri casi l’inconveniente era sulla linea. Intaccate le linee convenzionali Roma-Firenze, Roma-Napoli via Formia e Roma-Nettuno.

Quella di ieri è stata un’altra giornata nera per la rete ferroviaria italiana, che ha provocato forti disagi ai viaggiatori dell’alta velocità e delle linee convenzionali e che ha portato il gruppo Ferrovie dello stato ad annunciare di voler approfondire le cause e le tempistiche dei danni, che hanno provocato rallentamenti e disservizi che hanno colpito l’infrastruttura negli ultimi giorni.

«Alla luce dell’ennesimo incidente anomalo sulla rete e di un elenco di circostanze altamente sospette», il gruppo «ha preparato un esposto denuncia molto dettagliato che ha depositato presso le autorità competenti». Senza fornire altri dettagli, Fs ha fatto sapere che «gli orari in cui si sono verificati alcuni problemi», «il tipo di guasti e la loro frequenza stanno destando più di qualche interrogativo», ritenendo che non possa essere un caso che avvengano nei momenti «più complicati per la circolazione ferroviaria, con ricadute pesanti su tutta la rete».

Oltre agli accertamenti interni al gruppo, quindi, Ferrovie vuole capirci di più, ricorrendo all’autorità giudiziaria. L’esposto presentato alla questura di Roma nei prossimi giorni verrà trasmesso alla procura.

Nel documento Fs elenca gli episodi più significativi registrati dall’11 al 15 gennaio: «Benché si presentino, all’apparenza, collegati tendenzialmente a disfunzioni di natura tecnica», non si possono escludere – scrive il gruppo – ipotesi di attività «volutamente mirate a colpire gli asset aziendali». Azioni, connesse ad attività interne o esterne, che potrebbero avere «la finalità di destabilizzare, anche a livello istituzionale e governativo il gruppo Fs e il relativo management», si legge.

Il contenuto dell’esposto

Di certo, non sono pochi i disservizi registrati negli ultimi mesi, con viaggiatori e pendolari costretti a osservare i tabelloni che accumulano ritardi, in diversi casi superiori ai sessanta minuti, e ad affrontare inefficienze ormai all’ordine del giorno.

È accaduto nel weekend appena trascorso, a Milano, quando dalle 7 alle 15 circa di sabato 11 gennaio la rottura di un cavo elettrico e un pantografo danneggiato hanno bloccato l’alimentazione della linea elettrica, e di conseguenza la circolazione di treni ad alta velocità tra le stazioni di Centrale e Lambrate. Il risultato è stato un ritardo per l’alta velocità, in alcuni casi, fino a 200 minuti, oltre a dodici i treni cancellati.

Il 13 gennaio, a provocare ritardi fino a 90 minuti, «un guasto al deviatoio» (lo scambio) sulla linea dell’alta velocità Roma-Napoli durato circa due ore, che è stato però ripristinato in modo definitivo solo nella notte tra lunedì e martedì. Un problema che ha coinvolto 25 treni.

O, ancora, elenca Fs, il giorno successivo si è rotta la rotaia tra Valdarno sud e Arezzo nord, coinvolgendo una linea centrale nella rete ferroviaria italiana, la Firenze-Roma Direttissima. Si sono poi verificati «scarti degli interruttori con perdita di controllo degli enti» sulla linea Firenze-Chiusi. Risultato, di nuovo, fino a 70 minuti di ritardo. A questi si è poi aggiunto un evento che ha colpito il nodo di Roma: «Un’anomalia di circolazione», scrive Fs nell’esposto, data dalla mancanza di alimentazione alla linea di contatto di Roma Termini «che ha interessato tutte le linee ferroviarie».

Il guasto è stato riscontrato nella cabina Acei di Porta Maggiore. E, di nuovo, i tabelloni hanno accumulato ritardi fino a 160 minuti e, soprattutto, è stata soppressa la fermata di Roma Termini.

Questi sono gli eventi che hanno preceduto la giornata di ieri, quando il sito di Trenitalia, aggiornando la situazione in tempo reale, riportava una lunga lista di comunicazioni di altri, ennesimi, guasti, lavori di manutenzione, rallentamenti e ritardi.

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