Imprenditori, commercialisti, lobbisti e persino autrici e sceneggiatrici si sono rivolte all’avvocato Alberto Bianchi nel momento del bisogno. Erano tutti alla ricerca di un tramite che potesse introdurli e farli parlare con l’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi e i suoi più stretti collaboratori: Maria Elena Boschi e Luca Lotti.

È quello che emerge dall’inchiesta della Procura di Firenze nei confronti della fondazione Open, accusata di aver agito come «articolazione di partito» per la corrente renziana all’interno del Pd, e di cui Alberto Bianchi ne era presidente. L’avvocato era il collettore non solo nei confronti del mondo politico ma c’è un episodio che lo vede protagonista come mediatore anche all’interno del mondo Rai.

Come emerge da alcune email depositate nell’indagine, Bianchi avrebbe fatto da tramite tra una sceneggiatrice e i dirigenti di Rai fiction. Nello specifico, in cambio di quella che si ipotizza una presunta donazione mai arrivata alla fondazione, Bianchi avrebbe fatto incontrare Adriana Zanese Inserra con Eleonora Andreatta, personaggio di spicco nel settore delle fiction della tv pubblica, passata nel giugno del 2020 a Netflix con la carica di vicepresidente delle serie originali italiane.

Adriana Zanese è autrice di varie opere e libri nonché una «storica della cospirazione globale» come lei stessa si definisce. Nei giorni di corrispondenza elettronica con l’allora presidente della Fondazione Open pubblicava post su Facebook dal titolo “La grande messinscena”, riferendosi agli attentati di Bruxelles e su teorie complottiste riguardo alla Brexit e all’uccisione della parlamentare britannica Jo Cox. Mentre più recente ha scritto articoli su blog contro la “nuova dittatura democratica”. Tuttavia, nell’estate del 2016 il suo obiettivo era un altro: riuscire a vendere una sua opera dal titolo “Appuntamento a San Valentino”, lunga circa trecento pagine, a Rai fiction.

L’email

Questa storia inizia il 22 aprile del 2016 quando Adriana Zanese Inserra invia una mail alla fondazione Open chiedendo un incontro con l’allora Sottosegretario con delega all’informazione e all’editoria, Luca Lotti.

«Sarei intenzionata ad elargire una donazione importante alla fondazione del presidente Renzi. Vorrei avere il piacere di incontrare un responsabile, volentieri il sottosegretario Luca Lotti. In attesa di un cortese cenno di riscontro, porgo i migliori saluti», scrive la sceneggiatrice.

Dopo qualche giorno il “cortese riscontro” è arrivato e Bianchi in qualità di «presidente della fondazione» è disposto a vederla. L’appuntamento, rivelano le date delle mail che i due si sono scambiati, dovrebbe essersi tenuto in una data imprecisata che va dal 5 al 15 maggio del 2016: «Gentile Avvocato Bianchi, faccio riferimento al nostro incontro della settimana scorsa per sapere se ci sono novità in merito alla questione di cui abbiamo parlato. Vorrei confermarle la serietà e concretezza della mia proposta. Se lo ritiene possiamo rivederci e chiarire meglio le condizioni della nostra collaborazione. Come le ho detto, io ho già dimostrato la mia amicizia a Matteo, trait d’union fra il Pd e la fondazione, ed è a lui che ho inteso, con il mio gesto,  dimostrare la mia stima e la mia amicizia. Spero che Lei voglia tenerne conto».

A quale tipo di collaborazione si riferisce? Il dubbio assume rilevanza nelle successive corrispondenze in cui Bianchi accusa esplicitamente la signora Zanese di non aver rispettato i patti presi.

L’appuntamento in Rai

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«Ho interessato nei giorni scorsi chi di dovere per fissarle un incontro con la responsabile Rai della fiction. Appena ho novità, Le farò sapere» scrive l’avvocato Bianchi. Un interessamento che ha avuto l’esito sperato, visto che stando alla risposta di Zanese il 3 giugno del 2016, «l’incontro c’è stato» e «leggeranno la sceneggiatura».

La soddisfazione coinvolge anche Bianchi che in un altro messaggio inviato dopo qualche giorno lascia pochi dubbi circa il suo ruolo di intermediatore. «Sono lieto di aver potuto dar seguito all'impegno che mi ero preso (e che, come lei ricorda, concerneva esclusivamente l’instaurazione del contatto con i massimi vertici Rai). Mi auguro che la sua iniziativa abbia esito positivo, nel  frattempo resto in attesa di quanto concordato».

Ma a che titolo l’avvocato vicinissimo all’allora presidente del Consiglio, Matto Renzi, svolgeva l’intermediazione tra un’autrice e i dirigenti della tv di stato?

La fine dei rapporti

I mesi passano e l’estate del 2016 giunge a conclusione. Bianchi non riceve alcuna risposta dalla sua interlocutrice e decide il 22 settembre di inviarle una nuova mail per interrompere i rapporti: «Prendo atto che, passati diversi mesi dal nostro incontro, nel quale avevamo assunto impegni reciproci, io ho mantenuto il mio e lei non ha mantenuto il suo. È inevitabile a questo punto che le nostre strade si dividano» scrive.

Ma di quali impegni si sta parlando? L’email iniziale scritta dalla sceneggiatrice ad aprile farebbe pensare alla donazione per la fondazione che, a questo punto, non sarebbe stata elargita. Contattata telefonicamente Zanese dice: «Ho un ricordo molto vago della questione che poi non è andata avanti». Non ricorda di cosa si parla e neanche di aver conosciuto Bianchi. In ogni caso: «La Andreatta la conoscevo da prima», dice. Non rammenta dell’intermediazione di Bianchi ma afferma esplicitamente che a quella vicenda «non c’è stato nessun seguito».

Dopo la mail di settembre 2016 Adriana Zanese prova a prendere tempo con l’avvocato. «Il punto è che già da oltre una settimana ho sollecitato una risposta dalla dott.ssa Andreatta in merito alla sceneggiatura da me sottopostale ai primi di giugno. Può credermi se le dico, professionalmente,  che la proposta è di sicuro interesse, per la Rai, basta leggerla».

Per avere il parere positivo «bisogna sbloccare la situazione» dice. «Tutti sanno che con la Rai bisogna avere pazienza e insistere».

Pazienza, però, che Bianchi sembrerebbe non avere più visto che a quella mail non sono più seguite risposte. Neanche per l’invito rivolto dall’autrice a al festival “L’altra letteratura, scrittori indipendenti” che ha curato personalmente con il patrocinio del Comune di Roma e si è tenuto il 20 e 27 ottobre 2016 all’Auditorium Icbsa della capitale.

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