Omicidi eccellenti, attentati, intimidazioni ai sindaci e attacchi alle attività economiche segnano la ripresa della violenza organizzata, una strategia di controllo e terrore
Le mafie lavorano nel silenzio. Ma ciclicamente tornano a farsi sentire, nell’indifferenza della politica. E non bastano le dichiarazioni spesso di circostanza il 21 marzo, nel Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Perché i fatti accaduti nei primi mesi del 2026 indicano una recrudescenza dell’operatività sui territori da parte dei clan. Si è tornati a sparare a Foggia, e come da tradizione lo si è fatto puntando direttamente ai vertici del sistema


