inchiesta

«Il carcere di Prato è fuori controllo». Ma il ministero risponde un anno dopo

Droga fatta entrare con frecce e droni, stupri, telefoni e corruzione. La carenza di agenti e le promesse tradite di Delmastro. Il procuratore Tescaroli ha scritto tre lettere. Ma la risposta è arrivata solo dopo le dimissioni del meloniano da sottosegretario

L’ultima trovata sono gli arcieri. Prima, per rifornire una delle piazze di spaccio più importanti di Prato, le avevano provate tutte: dai droni guidati a distanza che si avvicinavano alle finestre per consegnare il loro carico alle fionde, senza trascurare i mezzi più classici, come i pacchi spediti dall’esterno, o quelli più pericolosi, come gli ovuli di droga ingeriti, quasi mai volontariamente, da chi rientra da permessi all’esterno. Un approvvigionamento continuo che ha una particolarità. L

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