due vite

Il fruttivendolo gigolò: «Con me i clienti perdono le inibizioni»

Costantino (nome di fantasia), 37 anni, dall’alba al tramonto gestisce un banco di frutta, poi, quando diventa buio, si dedica agli “altri” clienti: «Sono preti, uomini d’affari, primari, semplici padri di famiglia. Faccio video in diretta e incontri. Mi chiedono di essere schiavizzati. O che io li chiami dottore, paparino, reverendo. Si eccitano. Vengono, pagano e poi ritornano» 

«I miei clienti hanno perversioni assurde. Sono preti, uomini d’affari, primari, semplici padri di famiglia. Faccio video in diretta e incontri. Mi chiedono di essere schiavizzati. O che io li chiami dottore, paparino, reverendo. Si eccitano. Vengono, pagano e poi ritornano». Costantino, il nome con cui ha scelto di raccontare la sua storia, è un ragazzo di 37 anni, fruttivendolo nella periferia romana: il banco di famiglia al mercato e uno smartphone segreto in tasca da cui accedere a un mondo

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