La variante inglese dilaga nel paese, ma le misure restrittive stanno avendo efficacia. A dichiararlo è Giuseppe Ippolito, infettivologo del Comitato tecnico scientifico (Cts) in un’intervista rilasciata la Corriere.

Siamo in «una fase nella quale la cosiddetta variante inglese, che si trasmette più facilmente, è diventata il ceppo dominante in Italia (e non solo)» ha detto Ippolito, che comunque conferma «una riduzione dei casi quotidiani settimana su settimana».

Vaccini

La notizia positiva è che i vaccini disponibili sono tutti efficaci contro la variante. Il problema è che la campagna vaccinale sta andando avanti, anche se «in maniera non uniforme nel paese», e in questa fase «è importante vaccinare chi ne ha veramente bisogno». Dati alla mano l’infettivologo conferma che la popolazione residente in Italia over 70 è meno del 20 per cento, ma registra circa il 90 per cento dei decessi totali per Covid-19.

«Solo quando avremo messo in sicurezza le fasce più a rischio della popolazione, la strada si metterà finalmente in discesa: ci vorrà ancora qualche settimana» ha detto Ippolito.

Per quanto riguarda le polemiche su AstraZeneca l’infettivologo dice: «Il vaccino creato dall’Università di Oxford è valido “nonostante” AstraZeneca e tutti gli errori commessi dall’azienda, come il mancato rispetto delle obbligazioni contrattuali nei confronti dell’Unione europea o il recentissimo comunicato stampa sul trial Usa». A conferma dei risultati positivi e dell’efficacia del vaccino Ippolito riporta i numeri della Gran Bretagna dove a fine gennaio i morti erano 1.700 circa, martedì scorso invece ne sono stati registrati 33.

I numeri alti dei morti

Martedì si sono registrati 551 morti da Covid-19, mercoledì poco più di 400, i numeri sono in aumento. La spiegazione dell’infettivologo è che «la curva dei decessi segue con tre-quattro settimane di ritardo la curva dei casi positivi, con un rapporto di circa due decessi per ogni centinaio di casi. I ventimila casi medi di questi giorni ci dicono quindi che tra un mese noi potremmo avere ancora quattrocento morti di media al giorno».

Anticorpi monoclonali

«Se somministrati tempestivamente, potranno aiutare a ridurre i ricoveri per specifiche categorie di pazienti che a causa di altre patologie o condizioni, come l’obesità, sono ad alto rischio di ammalarsi gravemente» dice Giusepe Ippolito riguardo gli anticorpi monoclonali. «Man mano che procederanno le vaccinazioni e queste persone saranno immunizzate l’uso dei monoclonali sarà sempre più limitato. Quindi non sono l’arma risolutiva, ma un altro utile strumento nel nostro arsenale» ha concluso.

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