L’iniziativa del ministero dell’Agricoltura protegge la filiera del vero Made in Italy e tutela la salute dei consumatori. Per l’associazione degli agricoltori è un passo avanti per la trasparenza, ma servono ancora «più controlli e nuove tecnologie»
Coldiretti accoglie con favore i nuovi spot realizzati dal ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare dedicati alla pasta 100 per cento grano italiano e all’importanza della lettura delle etichette. Un’iniziativa che l’associazione definisce una «operazione verità» al servizio dei consumatori e dei produttori, due categorie che spesso sono vittime di pratiche commerciali scorrette.
Nel comunicato, Coldirettti scrive che l’iniziativa del Masaf «contribuisce a smascherare un grande inganno che si perpetra da sempre sugli scaffali dei supermercati, dove leggi made in Italy sull’etichetta, ma spesso trovi pasta fatta con grani non italiani».
Poca trasparenza nel settore pastario
Negli ultimi vent’anni, il fatturato dell’industria pastaria è raddoppiato, fino a superare i 7 miliardi di euro annui. Di questa quota circa il 40% è destinato al consumo interno. Un boom economico, però, che si basa su una narrazione falsa, ovvero il binomio «Pasta italiana = grano italiano». Coldiretti spiega che tanta della pasta che troviamo sugli scaffali è prodotta con grano importato dal Canada «essiccato con il glifosato, molecola considerata da molti studi potenzialmente cancerogena». «Un trattamento che è, non a caso, vietato in Italia e in Europa» ma la cui importazione è paradossalmente ammessa, precisa il comunicato.
Una pratica quindi che svantaggia i produttori leali e pone potenziali rischi alla salute dei consumatori, senza che essi ne siano messi a dovuta conoscenza. La posizione di Coldiretti è chiara: il consumatore deve «essere informato e scegliere di conseguenza se consumare un grano essiccato chimicamente o uno lasciato maturare al sole», «deve poter scegliere e per scegliere ha bisogno di sapere da dove viene quel grano che lo nutrirà per una vita intera».
Per questo, viene accolta con favore la campagna pubblicitaria e informativa del ministero. Scrive Coldiretti nel comunicato: l’iniziativa «può dare ossigeno ad una filiera asfissiata dai comportamenti speculativi di quelli che chiamiamo trafficanti di grano, che su questo inganno si sono ingrassati per molto, troppo tempo. Ed è anche una grande spinta per tutte le componenti sane della filiera della pasta italiana – e lo può essere anche per quelle che hanno intenzione di redimersi – affinché si possa creare valore, per tutti, agricoltori, trasformatori, distributori e consumatori. A questi ultimi va restituita la certezza che quello che acquistano corrisponda alle loro intenzioni».
L'appello alla filiera e la mobilitazione sul campo
Di fronte alle «molteplici fragilità del tempo che viviamo», Coldiretti chiede di superare le speculazioni e fare sistema, lanciando un appello a tutta la filiera per «un nuovo e ampio dialogo» mirato a valorizzare il 100% italiano. Tra le proposte concrete figurano la creazione di spazi dedicati nei supermercati e l'obbligo di un'evidenza immediata sugli scaffali per i prodotti realizzati, anche solo in parte, con materia prima estera, «a partire dal Canada dove si usa il glifosato».
Un percorso in cui il ruolo delle istituzioni e del Masaf resta centrale. Nell'accogliere con favore la campagna informativa avviata dal ministero dell'Agricoltura, l'associazione lo esorta a proseguire con decisione lungo questa strada, chiedendo «più controlli e l’adozione di tecnologie, già disponibili e sperimentate, che consentono verifiche immediate sull’origine dei prodotti». La mobilitazione promette infine di spostarsi sul campo: Coldiretti assicura che continuerà a battersi «contro i trafficanti di grano e di altri prodotti», annunciando presidi «ai porti, alle frontiere e davanti ai cancelli di chi gioca fuori dalle regole per difendere la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori».
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