l’interrogatorio

La confessione di Lavitola: «Sono il mandante della bomba. Volevo aiutare Ranucci»

Il faccendiere conferma le accuse dei pm. «Il movente? Era quello di fargli aumentare la scorta». Il difensore: «Ha fatto l’attentato all’insaputa dell’amico». Il legale del giornalista: «Delirante»

A distanza di un mese il faccendiere-ristoratore Valter Lavitola è di nuovo davanti al pm di Roma Edoardo De Santis. A luglio c’era finito da indagato a piede libero per l’attentato contro l’«amico fraterno» Sigfrido Ranucci, mercoledì da arrestato per la stessa vicenda. Ma la differenza tra il primo interrogatorio e il secondo non sta solo nella veste giuridica di “Valterino”. Ce n’è un’altra ed è ancora più importante: Lavitola ha finalmente deciso di rispondere alle domande del magistrato del