Il 23 giugno 1980 i neofascisti dei Nar uccidevano il giudice. Le indagini sulla miscela tra “neri”, servizi segreti e P2. E ora affiorano ulteriori elementi sul misterioso covo di via Alessandria, che smentisce ancora una volta la teoria dello spontaneismo armato. La commemorazione in viale Jonio 272 a Roma con il procuratore della Capitale, storici e associazioni dei familiari delle vittime delle stragi
Quando il 23 giugno 1980 il terrorista Gilberto Cavallini fredda a Roma con un colpo alla nuca il magistrato Mario Amato e poi fugge sulla moto Honda 400 guidata da Luigi Ciavardini mancano quaranta giorni alla strage alla stazione di Bologna. A compiere l'eccidio del 2 agosto saranno quegli stessi due assassini insieme ai camerati Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Paolo Bellini. Come loro neofascisti e come loro finanziati dalla P2 di Licio Gelli (con i soldi del Banco Ambrosiano di Robert

