Il progetto di Liubov Iashchenko dimostra l’utilizzo delle app come hub di supporto per chi è arrivato in Italia da aree ex sovietiche e qui vive in un limbo
«Nell’immaginario collettivo l’Italia è il paese delle piazze. Ma nel mio progetto di ricerca ho scoperto che, per molti migranti provenienti dallo spazio post-sovietico, Roma non inizia per strada, ma sullo schermo di uno smartphone». Con queste parole Liubov Iashchenko presenta la sua indagine antropologica sulle chat di Telegram come risposta all’immobilità burocratica: reti digitali di solidarietà che si trasformano in strumenti indispensabili di cittadinanza e sopravvivenza urbana. Dopo una


