Gli succede il figlio Haakon, ma la morte del sovrano lascia la Corona norvegese in una situazione complicata: oltre all’amicizia della principessa Mette-Marit con Epstein, i guai del figlio del suo primo matrimonio Marius Borg Hoiby, condannato per stupro
È morto a 89 anni re Harald V di Norvegia. Lo ha reso noto la casa reale. «È con profonda tristezza che annunciamo che Sua Maestà il Re Harald è venuto a mancare serenamente all'Ospedale Nazionale venerdì 28 agosto alle ore 6:35 del mattino», si legge nella comunicazione della casa reale norvegese.
Il monarca era ricoverato dallo scorso 17 agosto. Allora la Casa reale aveva annunciato che «nelle ultime settimane» il re era stato «sottoposto a un trattamento a base di cortisone per anemia emolitica, una malattia del sangue» cosa che aveva «causato un accumulo di liquidi nell'organismo» che richiedeva «un trattamento ospedaliero». In quella occasione era stato deciso che il re sarebbe rimasto in congedo per malattia per due settimane, durante le quali il principe ereditario Haakon avrebbe ricoperto la carica di reggente. A seguito della morte del padre, il figlio Haakon diventa il nuovo re. Il governo incontrerà il nuovo sovrano in una riunione straordinaria che si terrà nelle prossime ore.
La malattia
Harald era il monarca più anziano d’Europa. Quella del 17 agosto era stata la prima notizia relativa alla sua salute da quando a febbraio si era ammalato durante un soggiorno a Tenerife. Nel 2024 durante un viaggio in Malesia era stato ricoverato in ospedale a causa di un'infezione; quel viaggio era privato, ma dopo il ricovero era stato inviato in ospedale il medico personale del re e il monarca era stato successivamente rimpatriato con l'aereo medico della SAS e gli era stato impiantato un pacemaker.
Molto amato dal popolo, il sovrano ha modernizzato la casa reale ma si è rifiutato di seguire le orme di altri monarchi anziani che negli ultimi tempi hanno abdicato. Il figlio diventa ora automaticamente re Haakon VIII. Come altre case reali europee, i monarchi norvegesi ricoprono un ruolo prevalentemente simbolico, godendo di uno status da celebrità. Harald era stato incoronato re nel gennaio 1991 dopo la morte del padre, il re Olav V, nato nel Regno Unito, che aveva regnato durante un boom economico alimentato dal petrolio e dal gas.
I problemi
Oltre al lutto, la corona dovrà affrontare anche gli scandali che negli ultimi anni hanno coinvolto la famiglia reale di Norvegia. Documenti pubblicati negli Stati Uniti a gennaio hanno infatti rivelato che Mette-Marit, la moglie di Haakon, aveva intrattenuto una corrispondenza con Jeffrey Epstein tra il 2011 e il 2014, ben dopo la sua condanna per reati sessuali.
I documenti contengono quasi 1.000 menzioni di Mette-Marit, inclusi scambi intimi. La vicenda ha suscitato aspre critiche, con il primo ministro norvegese, Jonas Gahr Store, che ha accusato la principessa di «scarso giudizio», dichiarazioni senza precedenti da parte di un capo del governo norvegese nei confronti della moglie dell'erede al trono.
Mette-Marit ha successivamente rilasciato una dichiarazione tramite la Casa Reale esprimendo il suo «profondo rammarico per l'amicizia con Jeffrey Epstein» e scusandosi per «la situazione in cui ho messo la famiglia reale, in particolare il re e la regina».
Anche Marius Borg Hoiby, 29 anni, figlio di Mette-Marit nato da una precedente relazione, è finito sotto i riflettori dopo essere stato condannato a giugno a quattro anni di carcere per due stupri e altri 32 capi d'accusa, tra cui violenza contro una ex compagna.
Mette-Marit, 53 anni, che soffre di una grave malattia polmonare e si è sottoposta a un trapianto a luglio, era una madre single di Hoiby, che aveva quattro anni quando fu annunciato il suo fidanzamento con il principe ereditario di Norvegia alla fine del 2000. Il matrimonio, prima volta nella storia europea moderna che un erede diretto al trono portava un figliastro nella famiglia reale, ha suscitato enormi polemiche in Norvegia, ma è stato fortemente sostenuto da Re Harald e dalla Regina Sonja. Mette-Marit ha ammesso apertamente di aver avuto una giovinezza ribelle e di aver fatto uso di droghe.
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