Un’alluvione ha investito la zona al confine fra Nepal e Tibet. L’ente del Turismo segnala 300 stranieri «irreperibili». Coinvolti anche due italiani, Tajani rassicura: «Stanno bene»
Una parete di fango e roccia è crollata in un fiume e ha provocato un violento allagamento al confine fra Nepal e Tibet. Secondo quanto riferiscono le autorità nepalesi il bilancio è di almeno 157 morti e circa 579 dispersi.
La Farnesina si è attivata segnalando che sono 90 i cittadini italiani che si trovano nell’area. Due turisti con la loro guida sono rimasti bloccati a monte di una frana: sono in contatto con il Ministero. Il ministro degli esteri, Antonio Tajani, ha fatto il punto sulle loro condizioni: «I due italiani che risultano coinvolti sono in buone condizioni, vengono assistiti dalla nostra diplomazia e li aiuteremo a rientrare quando riterranno opportuno, non abbiamo notizie di altri italiani coinvolti».
Sul versante cinese, in Tibet, le frane hanno colpito soprattutto la città di Shigatse, nella contea di Gyirong. I media locali hanno parlato di «gravi perdite» e persone disperse, ma al momento non è stato diffuso un bilancio delle vittime. Il presidente Xi Jinping ha chiesto di fare tutto il possibile per cercare e soccorrere le persone disperse e trasferire chi si trova in zone a rischio.
Il presidente cinese, Xi Jinping, ha ordinato di far scattare i soccorsi per operazioni di ricerca e soccorso delle persone disperse, mentre la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen che «Copernicus è stato attivato per contribuire alla mappatura delle aree colpite in Nepal e sostenere le operazioni di soccorso sul campo. Siamo pronti a mobilitare ulteriore assistenza europea».
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