In base alla nuova normativa l’accertamento sanitario e lo screening biometrico diventano vincolanti per entrare negli stati membri: meri dispositivi burocratici a cui la persona migrante non può sottrarsi. Due circolari del Viminale dimostrano come la sicurezza prevalga su diritto alla salute e consenso informato
Visite mediche in questura o in telemedicina, svolte anche da personale non specialista e dalle forze dell’ordine: è questa la procedura di screening sanitario che attende le persone migranti che entrano in Italia. Con il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, la loro salute passa ancora una volta in secondo piano e diventa uno strumento di controllo amministrativo. L’obiettivo? Semplificare le visite sanitarie per accelerare il processo di smistamento dei cittadini stranieri verso il rimpat

