il faccendiere: «chiesi di sparare contro il muro»

«Pensavo solo a colpi di pistola». Lavitola depista e resta in carcere

Il faccendiere secondo gip e magistrati mente su movente e ruolo. Intanto i quattro del commando sarebbero pronti a raccontare tutto. Fazzolari e FdI tornano all’attacco di Ranucci, sempre più isolato

Confessioni, ambiguità e silenzi. Il gioco di prestigio di Valter Lavitola non convince i magistrati, la giudice Iole Moricco ha detto no alla richiesta di arresti domiciliari presentata dall’avvocato del faccendiere, Sergio Cola, legale vicino alla destra di governo e apprezzato anche dai vertici del partito. Non sono bastate le parole autoaccusatorie del pluripregiudicato che ha confermato quanto già emerso dalle indagini degli inquirenti, è stato lui a ordinare al suo factotum, Clesio Tavares