IL MISTERO RISOLTO

Né servizi segreti né clan Moccia: il «Corrado» del caso Ranucci non esiste, è un errore di trascrizione

Sul nome che compare nei testi delle intercettazioni dei bombaroli, lo stesso Ranucci aveva avanzato diverse ipotesi. Ma si tratta di un errore materiale. Gli inquirenti hanno riascoltato l’audio: quel nome non è mai stato pronunciato

Nelle carte giudiziarie del caso Lavitola-Ranucci spunta un nome sul quale sono state costruite narrazioni giornalistiche e ipotesi che ora crollano come castelli di sabbia. Il nome è «Corrado», lo pronuncia una sola volta uno degli indagati. «Quello ha detto a quello che non dobbiamo proprio farlo arrivare a Corrado...», dice Pellegrino D’Avino, uno degli arrestati, il 10 aprile 2026. D’Avino è tra i bombaroli finiti in carcere per l’attentato al popolare conduttore di Report. Nelle scorse ore